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Fiat Termini. Lombardo come Pilato, chiede a Roma di intervenire

Riprendendo le affermazioni di Raffaele Lombardo, rilanciate da MF-DJ, viene spontaneo chiedersi se a Palazzo D’Orleans ci sia un governo regionale oppure no.

Lombardo dichiara che la Sicilia “puo’ e vuole ristrutturare lo stabilimento, perché’ continui a produrre auto per altri 20-30 anni”.

E’ da notare che il Presidente della Regione, secondo MF-DJ, ha detto la Sicilia “può e vuole”  e non il governo regionale . La differenza non è di poco conto e l’uso del politichese in questo caso deve essere stato molto “calibrato”.

Infatti, Lombardo per meglio chiarire questa sottile differenza, aggiunge, dopo aver fatto alcune affermazioni incomprensibili quali : “”Sia il Governo che tutti i sindacati, oltre che la Regione Sicilia, hanno posto un pieno no a un’impostazione il cui obiettivo non si e’ capito (???). Termini Imerese e’ stata trattata come vittima sacrificale in un rito pagano, come se ci si dovesse alleggerire di questo peso” , “chiediamo che il Governo faccia fronte unico affinché questo piano vada rivisto”.

Al di là della facile promessa di finanziamenti a fondo perduto (Venturi parlava di 300 milioni di euro per FIAT) da parte regionale non si è letto di proposte politiche serie e ponderate.

Solo, ma significativa, preghiera al Governo nazionale di intervenire.

Palese dimostrazione di una classe politica insipiente ed incapace governare l’Isola con quella autonomia politica che il caso richiederebbe.

Una chicca.

Quando di parla di Lombardo, tutti lo indicano “governatore” della Sicilia. Ebbene, mai titolo è stato più che significativo ed idoneo per definire subalterna a Roma la politica siciliana.

Un presidente eletto dal popolo governa, un governatore (nominato dal governo centrale) amministra il territorio, non governa.