E’ arrivato l’annuncio ufficiale della chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. La Fiat, dopo aver succhiato la linfa vitale, leggasi finanziamenti regionali e statali, per mantenere in piedi, artificiosamente una struttura che non ha mai realmente voluto, ha definitivamente chiuso la porta ad ogni trattativa.Lombardo e la giunta regionale, incapace politicamente di governare in autonomia e imporre decisioni controcorrente rispetto al vassallaggio politico della casta siciliana nei confronti dei poteri del nord, si è vista sbattere faccia la porta. Non con grazia, ma con quella violenza che si manifesta dall’alto dalla proprio prosopopea torinese.
In Sicilia la Fiat ha capito che non poteva più guadagnare sulla pelle dei siciliani e i finanziamenti gentilmente promessi dalla giunta regionale evidentemente non coprono tutti i costi e non garantiscono a Fiat un adeguato tornaconto economico.
Ora sarebbe auspicabile che la giunta regionale per una volta pensasse al futuro della Sicilia e prendesse seriamente in esame la possibilità di acquisire al patrimonio regionale la proprietà dello stabilimento che di fatto è stato pagato interamente con contributi regionali, e mettesse in campo idee di riconversione tali da garantire un prodotto tecnologico ed ecocompatibile adeguato alle future necessità.
Sarebbe ora di finirla con il continuare genuflettersi davanti all’arroganza FIAT e alla trascuratezza del governo nazionale alle esigenze regionali.
Governo Lombardo, se c’è qualcuno a Palazzo D’Orleans, batta un colpo…
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