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Berlusconi sulla crisi regionale. Il ruggito del leone ferito: sostegno a Lombardo a patto che ..

L’aria di casa sua deve aver fatto sentire a Silvio Berlusconi nostalgia della Sicilia perché dopo mesi di silenzio sui fatti e misfatti politici in Sicilia, pur convalescente, fa giungere alle parti in lite il suo pensiero e lo fa, paradossalmente,  attraverso l’uomo che ha prodotto il terremoto all’interno del PDL e nella giunta Lombardo:  il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè.

Il Silvio nazionale mette in giuoco la sua “valenza” e la sua autorità di capo e si dichiara disposto a sostenere la giunta Lombardo per tutta la legislatura a condizione che il PDL si ricompatti.

Ma a chi è diretto il messaggio ? A Miccichè lo scissionista o al gruppo PDL definito lealista? Questo Berlusconi non lo indica ma è il messaggero che lascia perplessi e complica le cose all’interno del PDL.

Utilizzando come portavoce Miccichè, Berlusconi sembra sfiduciare Alfano e Schifani a cui fanno riferimento i lealisti e questo confermerebbe il malumore del presidente del consiglio nei confronti dei due … ex delfini.   

Ma tutto ciò appare molto in ritardo visto che Lombardo da tempo pensa ad un governo di minoranza con l’appoggio esterno del PD più qualche aggregato alla corrente vincente dell’ultimo momento di qualche deputato “perdente”. In Sicilia niente è definitivo ma la risposta di Lombardo al ruggito del leone di Arcore appare flebile e priva di serie prospettive di riuscita.

Certo che fa sorridere la dichiarazione di Miccichè al TGR secondo cui Berlusconi dovrebbe scendere in Sicilia ai primi di gennaio per intervenire di persona a ricomporre la lite.

Questa storia di Miccichè appare come quella del Senato della Repubblica. Loro, i senatori ed il Presidente della Repubblica Napolitano, se la fanno, e poi, con muti, se la cantano, ma, e questo conferma come la casta politica siciliana sia alle dipendenze delle segreterie nazionali.

E mentre al Senato se la suonano, Lombardo,  dopo la scoppola della Corte dei Conti, pensa ai regalini di Natale da de o tre euro.

Intanto la Sicilia sprofonda …