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Trasporto Ferroviario Siciliano. Fatti non proclami

Basta con i proclami di svolte epocali, è ora che la politica regionale pensi veramente a produrre risultati concreti ed importanti, per fare uscire la Sicilia da questa gogna di arretratezza infrastrutturale in cui è stata rilegata da oltre 40 anni.

Non servono fiumi di parole e di inchiostro, non servono svolte, ma fatti concreti che sino ad oggi non si sono visti.

Perché non è stato ancora attuato il Piano Regionale dei Trasporti ed i quattro Piani Attuativi (Aereo-Marittimo-Stradale-Ferroviario) approvati nel lontano 2004?

Perché il Contratto di Servizio non è stato ancora presentato ai Comitati Pendolari e alle Associazioni dei Consumatori, prima della sua sottoscrizione, a  differenza di quanto è avvenuto nelle altre regioni?

Perché non è stato ancora sottoscritto il Contratto di Servizio, visto già l’avvenuto passaggio delle competenze tra Stato e Regione Siciliana?

Perché l’assessore Strano non ha firmato il Contratto di Servizio il 7 settembre a Roma assieme a tutte le altre regioni d’Italia?

Perchè in tutti questi mesi l’assessore Strano non ha voluto, viste le nostre tante richieste, incontrare i Comitati dei Pendolari Siciliani almeno, per capire almeno quali fossero le esigenze primarie per ottemperare ad un trasporto pubblico efficiente ed efficace?

Perché l’assessore Strano non è intervenuto a tutela dei cittadini siciliani viste le molte soppressioni di treni dal 19 ottobre sino al 13 dicembre 2009?

Non bastano i proclami, occorrono i fatti che i Siciliani non hanno ancora visto.

Alla luce delle nuove norme europee, entrate in vigore  il 4 dicembre 2009, con il “Nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla tutela del Consumatore nei servizi di Trasporto Ferroviario”, che i Siciliani faranno valere per denunciare lo stato attuale in cui versa il  trasporto pubblico ferroviario siciliano, carente sia nella qualità che nelle infrastrutture. Occorre più attenzione da parte della politica regionale a far sì che non siano  sempre le fasce sociali più deboli e di conseguenza la società in generale a piangerne le conseguenze, quando una politica attenta ai fabbisogni del territorio dovrebbe garantire pari dignità e diritti ai suoi cittadini. Il cittadino non si aspetta semplicemente di essere trasportato in condizioni sempre più sicure, desidera anche condizioni di trasporto semplici e flessibili, desidera inoltre, che i suoi diritti siano almeno garantiti e tutelati.

Giosuè  Malaponti