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FNS: non è corretto né giusto che i valori morali restino fuori da Sala D’Ercole.

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” ritengono che le contraddizioni, le dimensioni ed il penoso spettacolo della crisi regionale in corso, abbiano superato i confini della decenza e siano anche lesivi degli interessi e della dignità dell’intero Popolo Siciliano.

Non ci vuole molto a comprendere che la crisi, da una parte, è determinata da logiche spartitorie e da conflitti personali o di clan a carattere localistico. Dall’altra parte è determinata da giochi di potere e da interessi forti, spesso estranei alla Sicilia. Insomma: questa crisi è in gran parte, se non nella totalità, etero-diretta.

 Non è certamente una bella cosa. La Sicilia, infatti, ancora una volta diventa CAVIA per gli ESPERIMENTI dei LABORATORI politici continentali. Così come, a suo tempo, era avvenuto per il MILAZZISMO (che comunque aveva l’alibi di avere ambizioni più alte).

L’attuale crisi costituisce, per essere più chiari, l’ennesima dimostrazione del fatto che la LEGGE per la elezione diretta (o quasi ….) del Presidente della Regione Siciliana non è, da sola, sufficiente a dare l’auspicata governabilità alla Regione Siciliana. Una governabilità, cioè, lontana dagli INCIUCI, dai COMPROMESSI e dai ricatti ai quali erano stati soggetti i GOVERNICCHI della Prima Regione (figlia della Prima Repubblica).

Occorrerebbe, infatti, che alla legge in sede applicativa si aggiungessero alcuni “sostegni” come, ad esempio, la lotta senza quartiere alla MAFIA, il senso del dovere, la consapevolezza della Sicilianità, la capacità di guardare – per la Sicilia – ad ORIZZONTI più vasti, l’elevato spirito di servizio, il RIFIUTO di applicare alla prassi politica la CULTURA e la METODOLOGIA proprie della MAFIA e tante altre “CONDIZIONI” che in Sicilia, come in altre realtà NEO-COLONIALI, MANCANO o tendono ad essere INADEGUATE, per una serie di motivi che abbiamo esposto e ripetuto in tante altre sedi.

In questa occasione ci pare doveroso ribadire che non si può fare politica (soprattutto in Sicilia, soprattutto alla Regione, soprattutto all’ARS), senza essere ILLUMINATI e GUIDATI da una forte MORALITA’. E ciò, ovviamente, vale per la vita politica, per la vita pubblica e per la vita privata.

Non crediamo, quindi, che la revisione della spartizione delle poltrone assessoriali e/o della torta del potere, secondo i criteri aggiornati dell’amorale MANUALE CENCELLI, possa essere un toccasana così perfetto da lasciare fuori dall’ARS ogni principio ed ogni valore morale. E forse anche ogni “valore” Politico con la “P” maiuscola. 

L’FNS ritiene, pertanto, che, se Lombardo vorrà realmente salvare, oltre che la sua stessa immagine, gli interessi generali del Popolo Siciliano, dovrebbe attivarsi per la chiusura anticipata della legislatura e per lo scioglimento dell’ARS.

Piaccia o non piaccia, le regole della DEMOCRAZIA impongono che la parola torni al Popolo Siciliano che, a suo tempo, aveva votato per QUESTO Presidente, per QUESTA maggioranza e per QUESTA ARS, oggi tutti in crisi irreversibile.

Un Popolo, quello Siciliano, le cui speranze sono, in tutto o in parte, DISATTESE, proprio nel momento in cui è più che mai necessario affrontare e risolvere i problemi più scottanti della Sicilia.