
Le palle di Natale
E cosa fa Napolitano? S’indigna perché qualcuno dice quello che tutti sanno da decenni. Non parliamo spesso di fatti italiani e questa volta facciamo un’eccezione, non fosse altro perché il presidente del consiglio italiano per la prima volta ha portato all’estero “le palle” italiane ma soprattutto ha dichiarato in un consesso europeo che la Consulta italiana fa politica.
Non ha torto Berlusconi. La Consulta fa politica ma non da quando pensa lui e cioè da quando suppone che si è messa di traverso al suo governo.
La Corte Costituzionale sin dalla costituzione della Repubblica ha sentenziato secondo precisi orientamenti politici ed interessi della politica nazionale.
Le sentenze dell’Alta Corte sui fatti siciliani che riguardano lo Statuto di Autonomia Speciale, un vero e proprio patto tra la Sicilia e l’Italia, promulgato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946 con la precisa indicazione di essere inserito nella costituenda Costituzione dell’ancora non nato stato repubblicano, sono state non solo una palese violazione della Carta Costituzionale, ma anche e soprattutto un insulto allo stato di diritto.
Come non ricordare che con un colpo di mano politico ha avocato a se le prerogative di quello strumento di garanzia costituzionale che risponde ancora oggi all’Alta Corte? Come dimenticare che in palese violazione alla Carta Costituzionale ha consentito alla Regione Siciliana di istituire, per interessi della casta politica, le province che in Sicilia sono state abolite per dettato costituzionale ?
La Corte non ha fatto solo gli interessi della politica nazionale, ma ha anche modificato la stessa Carta Costituzionale che dovrebbe essere la Bibbia da tutelare.
Questa volta pensiamo proprio che dobbiamo ringraziare Berlusconi per aver portato all’estero l’anomalia italiana della Corte che non solo fa politica ma modifica di fatto la Carta che dovrebbe tutelare.
L’ipocrisia della casta politica che da decenni vive nel mondo ovattato dalle stanze del potere senza curarsi del diritto e della giustizia in senso generale, proteggendo oltre ogni limite e senza pudore delinquenti e pregiudicati mantenendoli seduti sugli scranni parlamentari, è esplosa non tanto per difendere l’Italia, ma la casta stessa.
Ed ancora una volta il presidente della Repubblica interviene subito, dimenticando che fino ad oggi non ha denunciato gli scippi costituzionali alla Sicilia operati dalla Consulta. Nel completo silenzio della casta politica siciliana sempre protesa agli interessi delle segreterie dei partiti nazionali.
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