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Amianto marittimi. Il Presidente dell’USCLAC-UNCDIM, scrive al Ministro Sacconi

Riceviamo e pubblichiamo integralmente, una lettera inviata dal Presidente  dell’USCLAC-UNCDIM, Antonino Nobile, al Ministro per le politiche sociali e per la salute, Sacconi.Pregiatissimo Signor  Ministro,

con riferimento alla Sua risposta del 29/10 alla nota inviataLe dall’Assessore regionale università e ricerca della Regione Friuli Venezia Giulia, Sig.ra Alessia Rosolen, relativamente  alla necessità di semplificare le modalità di accertamento dell’esposizione all’amianto per tutti i lavoratori marittimi, devo purtroppo rilevare come la Sua Direttiva del 14 luglio scorso risolva solo in una bassa proporzione  la problematica in oggetto.

In tale direttiva, infatti, “si ritiene di poter applicare alla fattispecie la disposizione di cui all’art. 3, comma 5, del citato decreto 27 ottobre 2004 che, in speciali circostanze, consente alla Direzione provinciale del lavoro di rilasciare, previe apposite indagini, il curriculum lavorativo, sostituendosi al datore di lavoro”. Queste speciali circostanze sono così individuate e circostanziate dal comma 5, art 3 del suddetto decreto: “Nel caso di aziende cessate o fallite, qualora il datore di lavoro risulti irreperibile…”.

Orbene, esiste ancora un gran numero di lavoratori del comparto cui la Sua Direttiva non può applicarsi, perché le compagnie marittime datrici di lavoro risultano ancora in esercizio, e che, ciononostante, si trovano nell’impossibilità di produrre il proprio curriculum lavorativo – e di certificare così sussistenza e durata dell’esposizione all’amianto, accedendo ai relativi benefici previdenziali per essi previsti – a causa della riluttanza (per non dire rifiuto) di suddette compagnie – certo su suggerimento della propria associazione di categoria Confitarma – nel fornire documenti che certifichino l’esposizione all’amianto, nel timore che possa derivarne per esse qualche onere previdenziale.

Quali che siano le ragioni di tale situazione, comunque, mi preme comunicarLe l’estrema parzialità della risoluzione fornita dalla Sua Direttiva del 14 luglio e l’inaccettabile e pluriennale perpetuarsi di una lapalissiana ingiustizia, che richiederebbe un intervento pronto e deciso del Suo Dicastero, nella direzione di un emendamento al decreto in questione che consentisse a tutti i lavoratori marittimi di sostituire quanto previsto dall’art. 3 comma 3 dello stesso con l’estratto matricolare rilasciato dalle capitanerie di porto e/o dalle competenti Direzioni del Lavoro provinciali.

Ciò anche alla luce delle numerose richieste al riguardo presentate da parlamentari di opposti schieramenti (nel solo 2009 mi risultano presentate un’interrogazione a risposta scritta dall’On. Ettore Rosato in data 26 gennaio, un’interrogazione a risposta scritta dall’On. Ettore Rosato in data 23 marzo, un’interrogazione a risposta in commissione dall’On. Massimiliano Fedriga, un’interrogazione a risposta scritta dall’On. Gabriella Mondello), senza dimenticare la risoluzione del 13 aprile 2005 delle Commissioni IX e XI della Camera, che impegnava il Governo ad emanare una circolare esplicativa ad integrazione del DM 27/10/2004.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà nuovamente prestare a questa tematica e colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti.

Antonino Nobile