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Il Presidente Napolitano, l’onorificenza restituita (non revocata) e l’imbarazzante silenzio presidenziale

napMi dicono che l’attuale presidente della Repubblica italiana sia una persona attenta e sensibile. Mi dicono che l’attuale presidente agisce sempre nel rispetto della Costituzione.
Mi dicono che l’attuale presidente della Repubblica italiana sia il presidente di tutti gli italiani.
Ho sentito spesso parlare il presidente Napolitano di rispetto della Costituzione e della necessità di rispettare i ruoli istituzionali.

Non ho mai sentito il presidente alzare la voce per il rispetto della Costituzione nella parte in cui si riferisce allo Statuto di Autonomia Speciale della Regione Siciliana che è parte integrante della stessa costituzione.

Napolitano è politico di lungo corso e probabilmente non ha fatto altro nella vita visto lo si ricorda come parlamentare dal lontano 1953 e ha ricoperto il suo primo incarico politico nell’immediato dopo guerra (1946) come membro della Segretaria del Centro Economico Italiano per il Mezzogiorno,  e quindi non è pensabile che non sappia che sin dalla sua approvazione, lo Statuto è sempre stato costantemente violato.

E’ curioso notare come da quando è presidente della Repubblica, è sempre pronto a ricordare che la Costituzione va rispettata distinguendosi però, per un totale e disarmante silenzio circa la situazione di incostituzionalità che regna in Sicilia per meri interessi della casta politica romana e siciliana.  

Come si ricorderà chi scrive ha restituito al Presidente della Repubblica italiana, l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica ricevuta nel 2006, per protesta contro l’incredibile rimbrotto presidenziale a Vittorio Sgarbi in occasione della visita presidenziale in Sicilia, ma soprattutto per protesta contro un presidente della repubblica che continua a sostenere che la Costituzione italiana va rispettata, salvo poi non prendere posizione e tutelarla adeguatamente e di conseguenza “sorvolare” con indifferenza presidenziale alle violazione perpetrate e che si continuano a perpetrare ai danni dello Statuto di Autonomia Speciale della Sicilia che della Costituzione ricordiamo, è parte integrante.

(vds lettera pubblicata il 4 giugno 2009 – Michele Santoro, direttore dell’Osservatorio, restituisce a Napolitano l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica)  http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/06/04/michele-santoro-direttore-dell%e2%80%99osservatorio-restituisce-a-napolitano-l%e2%80%99onorificenza-di-cavaliere-al-merito-della-repubblica/ [1]

Il suo silenzio alla lettera con cui chi scrive gli ha restituito l’Onorificenza, motivando tale gesto con precise contestazioni circa il suo continuo e grave silenzio sulle violazioni allo Statuto da parte della classe politica italiana e anche di organi dello stato italiano, conferma drammaticamente che anche per il presidente Giorgio Napolitano i siciliani non sono cittadini italiani.

Probabilmente anche per il Presidente della Repubblica, così come più volte dichiarato dal presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, bisogna attendere la realizzazione del ponte “dei sogni” affinché i siciliani possano essere considerati italiani al 100%.

Sono trascorsi sei mesi dal momento in cui la rinuncia è stata formalizzata e il Quirinale non ha trovato di meglio che inviargli una lettera a firma del Capo di Gabinetto del Segretariato Generale, con la comunicazione che con d.P.R. del  10 ottobre 2009 è stato revocato il d.P.R.  27 dicembre 2006  con la quale gli era stata concessa l’onorificenza.

Una fredda comunicazione che ai più appare come una condanna.

Orbene, il  D.P.R. 13 maggio 1952, n. 458 Norme per l’attuazione della legge 3 marzo 1951, n. 178, concernente la istituzione dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” e la disciplina del conferimento e dell’uso delle onorificenze, all’art. 9 prescrive: “Nel caso di rinuncia all’onorificenza, il Cancelliere dell’Ordine non dà corso alla registrazione del decreto di concessione informandone il Presidente del Consiglio dei Ministri; se la registrazione sia già avvenuta il Presidente del Consiglio promuove la revoca del decreto di concessione.”

Va da se che nella pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dello stato la revoca del decreto deve contenere espressamente l’indicazione “revoca per intervenuta rinuncia dell’interessato”.

E’ prassi invece, indicare nella gazzetta ufficiale  solo la decisione del Presidente del Consiglio dei Ministri circa la revoca ai sensi dell’art. 9 del DPR 13 maggio 2009.

Una informazione parziale perché si indica genericamente la revoca rimandando ad una norma di legge che la massa dei cittadini neanche conosce e quindi, non precisando che la revoca è avvenuta per decisione dell’interessato che via ha rinunciato, l’informazione immediata e diretta è che il Presidente ha disposto la revoca dell’onorificenza a Michele Santoro, ed avendo eluso di specificare il motivo dell’intervento presidenziale chiunque può intendere che la stessa sia intervenuta per “indegnità”.

Un grave difetto di comunicazione che certo non fa merito allo stato italiano e che offende la dignità e la reputazione di chi invece, per scelta personale ha ritenuto di non voler portare una onorificenza concessa da un presidente della Repubblica che non ha mai fatto sentito la sua voce per il rispetto del patto costituzionale del 1946.

Uno stato di diritto e una democrazia consolidata come pretende di essere l’Italia, ha l’obbligo di essere trasparente e rispettare la dignità dei cittadini senza lasciare dubbi di interpretazioni sulle comunicazioni ufficiali.  

Ma al di là della questione “trasparenza” e la poca correttezza della comunicazione sulla gazzetta ufficiale, l’imbarazzate silenzio presidenziale  manifestato con un anonimo procedimento burocratico, fa supporre che il presidente Giorgio Napolitano non abbia neanche dato la giusta attenzione alla lettera che gli è stata inviata.

D’altra parte era una lettera inviata da un cittadino siciliano che gli contestava un immotivato silenzio presidenziale sulla questione siciliana …

Pilato non avrebbe potuto far di meglio.  

Non importa che il Presidente risponda alle contestazioni che gli sono state rivolte,  importa invece che venga modificata la comunicazione sulla gazzetta ufficiale e sul DPR di revoca.

E’ un obbligo di trasparenza e correttezza che lo stato deve avere nei confronti dei cittadini.