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WWF Italia. Caso Edipower : Ingannati dalle Istituzioni!

La Sezione Regionale del WWF Italia denuncia a tutti gli Organi competenti il gravissimo inganno con cui l’Agenzia Europea dell’Ambiente definisce “ottima” la qualità dell’aria nella zona industriale ASI del Comprensorio del Mela. The European Environment Agency (EEA) è un’agenzia dell’Unione Europea sin dal 1990 e gestisce il sito web “Eye on Earth” (Occhio alla Terra) con il quale vengono monitorate e definite la qualità di Aria ed Acqua in varie parti del mondo.

E’ la maggiore fonte di informazioni per i 32 paesi componenti per quei temi che coinvolgono “sviluppo, adozione, implementazione e valutazione di strategie e procedure ambientali”. L’obiettivo principale dell’EEA è di produrre dati utili in campo ambientale per consentire l’adozione di decisioni basilari per la politica ambientale europea.

Come è possibile vedere dalle comparazione delle foto allegate (foto 1: il sito

Foto 1

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dell’Edipower su Google Earth; foto 2: il sito dell’Edipower su Eye on Earth dell’Agenzia EEA) la centrale Edipower NON esiste (o è stato cancellata?) nelle mappe dell’Agenzia Europea dell’Ambiente! Un’Agenzia internazionale che si occupa di ambiente e fornisce indicazioni agli stati membri europei sulle politiche ambientali è paradossale che risulti non avere i propri siti aggiornati giudicando, conseguentemente, ottima la qualità dell’aria di uno dei più grossi siti industriali italiani.

Foto 2 C. Edipower su Eye on EarthAnche da queste errate informazioni si intuisce perchè le Istituzioni continuano a mandare segnali di disinteresse verso i bisogni dei Cittadini negando gli inquinamenti. I Cittadini e le Associazioni continuano a reclamare i FATTI e le industrie si permettono il lusso di dichiarare che le emissioni sono regolari e che non ci sono gravi inquinamenti ma il WWF dichiara che fino a quando le centraline e la rete di monitoraggio saranno esclusivo appannaggio di coloro che dovrebbero essere solo controllati e non controllori di se stessi, non avrà mai la certezza della verità. E quest’ultimo episodio ne è un’ulteriore conferma. Se le industrie riportano i dati di tabelle da loro stessi forniti, i Cittadini ribattono con le cartelle cliniche delle centinaia di morti sospette per gravi inquinamenti.