Ormai sembra proprio che Lombardo abbia deciso di passare … il fiume Oreto! Alla fine, Lombardo ha dovuto prendere atto che le due anime del PDL, i lealisti a Berlusconi appartenenti alla correnti ora perdente di Alfano e Schifani, e quella dell’oggetto misterioso di Miccichè, non possono coesistere.
Ed è lui stesso ad ammetterlo con una dichiarazione rilasciata a Roma a margine della firma relativa alla creazione di 2 fondi di partecipazione in accordo con Bei (Banca europea degli investimenti) e Fei (Fondo europeo per gli investimenti), che non lascia dubbi sulle sue intenzioni:
”Sulla crisi siciliana, o tensione, o ipertensione che dir si voglia, ci sarà un passaggio in Assemblea, dove sintetizzeremo un programma sul quale mi auguro ci sarà un’ampia convergenza. Se mi chiedete se si tratti di un’apertura al Pd, vi rispondo di sì”.
Ed ora? Ora ci saranno i passaggi in aula e lì ci sarà la conta e soprattutto si dovrebbe evidenziare il nuovo asse formato dall’MPA, dal PD a dagli uomini di Miccichè.
Cosa succederà? Difficile ogni previsione. La politica siciliana è un tipico esempio di politica del tanto meglio tanto peggio e su inciuci che nulla hanno di politico.
L’unica cosa sicura è che la tanta strombazzata elezione diretta del presidente con una legge insulsa invece di produrre stabilità ed efficienza politica, ha reso il presidente più schiavo di quando era l’assemblea ad eleggerlo.
Probabilmente si dovrebbe fare un passo indietro e tornare all’antico. Abbiamo scimmiottato gli americani ma non abbiamo istituzioni politiche tali da poter garantire il potere esecutivo del presidente e quello legislativo dell’assemblea.
A questo si aggiunge la pochezza della casta siciliana e la frittata è fatta.
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Ciao direttore,
cercherò di darti una chiave di lettura diversa delle strategie di Lombardo e la sua MPA.
Da tempo assistiamo alle diatribe del PDL, tra Miccichè (autonomista e meridionalista) e i lealisti di Schifani e Alfano (nazionalisti).
Lo stesso è avvenuto nel PD, ma l’ala dalemiana (nazionalista) ha prevalso nei ballottaggi siciliani.
Quello che vuole fare Lombardo con Miccichè è un fronte trasversale di autonomisti coinvolgendo anche il PD sconfitto dalle primarie.
Da siciliano e da osservatore ammiro il coraggio di Lombardo, anche se usa tattiche inusuali per uno schema politico, perché credo che Lombardo stia adottando tutti i mezzi, con l’avallo di Miccichè, per creare un fronte sicilianista.
I nostri tradizionali partiti sicilianisti, troppo occupati a rivangare la nostra storia, non si accorgono di questo, anzi, nemmeno capiscono i venti a noi favorevoli per l’indebolimento dei poteri occidentali causati dai fallimenti finanziari, e da attenti moralizzatori criticano Lombardo e non si rendono conto che in una fase come questa l’unità dei partiti sicilianisti è determinante per le sorti della nostra Sicilia.
P.S. Come ti ho detto in altre occasioni, non sono tesserato dell’MPA, e non sono nemmeno un simpatizzante di Lombardo. Però gli riconosco, malgrado il suo scarso consenso elettorale, le sue doti di politico e le sue capacità (perché costretto dai pochi voti) di inciucio con i partiti nazionali per l’affermazione di una forza politica autonomista in Sicilia.