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Terremoto del Belice. E’ una vergogna, dopo 40 anni si parla ancora di ricostruzione

La Sicilia immobile mentre il mondo si evolve. Mentre in tutto il mondo alle tragedie segue una ricostruzione, a volte immediata come in Friuli, a volta lenta ma risolutiva, in Sicilia la pochezza della casta politica siciliana riesce a tenere vergognosamente aperte le ferite anche per secoli …

Messina mostra le ferite del devastante terremoto del 1908, la Valle del Belice dove sono state riversate ingenti finanziamenti pubblici e realizzate opere oscene quali la nuova Gibellina, ancora elemosina soldi pubblici per la “ricostruzione”.

Si ha notizia che i sindaci dei comuni di Roccamena, Camporeale, Bisacquino, Campofiorito, Montevago, Menfi, Santa Margherita del Belice, questa mattina hanno incontrato a Montecitorio il presidente della commissione parlamentare lavori pubblici e territorio Angelo Alessandri (Lega Nord), al quale hanno consegnato il disegno di legge per definire la ricostruzione dei comuni della Valle del Belice, che hanno subito danni a seguito del terremoto del 1968.

Secondo il documento consegnato al presidente Alessandri sarebbero necessari  600.000.000,00 di euro per la ricostruzione di unità abitative private e per la realizzazione delle opere pubbliche.

Con i finanziamenti assegnati nei decenni si sarebbero potute ricostruire intere città, ma siamo in Sicilia e tutto si disperde e niente è defintivo.

Le solite vergogne siciliane.