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Accuse a Schifani. Le reazioni scomposte di una casta lontana dal popolo e dalla realtà

E’ già stato fatto passare il pensiero che chi ha responsabilità di governo deve governare senza dover rendere conto alla giustizia. E’ passato da molto tempo il messaggio secondo cui il Parlamento combatte la mafia rifiutando però di far sottomettere alla giustizia i suoi membri accusati di reati anche gravi come l’appartenenza a cosche mafiose o alla camorra.

Abbiamo già metabolizzato il fatto che al Parlamento siedono deputati e senatori condannati con sentenze passate in giudicato e quindi “pregiudicati”, abbiamo già metabolizzato il messaggio secondo cui l’accusato deputato o senatore non va in regime di custodia cautelare anche per reati di mafia, mentre i comuni cittadini, accusati da pentiti di appartenere alla mafia o di averla aiutata, vengono arrestati e tenuti per mesi in isolamento salvo poi essere giudicati … innocenti.

Non è però possibile accettare che ad ogni accusa di collusione con la mafia che viene rivolta ad un politico, di norma siciliano, si precisi sempre che il senatore o il deputato saprà dimostrare la sua innocenza … rimanendo tranquillamente attaccato alla poltrona politica ossequiato da tutti.

Non è metabolizzabile l’affermazione indecente del senatore del PDL Domenico Gramazio secondo cui “Siamo al colpo di Stato contro il presidente del Senato Schifani”.

E ci ricorda il senatore che “che Renato Schifani è oggi la seconda autorità dello Stato in quanto presidente del Senato. Le dichiarazioni rilasciate dal pentito Spatuzza che afferma di ricordare, si fa per dire, che il presidente del Senato Renato Schifani, allora avvocato, avrebbe incontrato il boss della magia Filippo Graviano sono gravissime. Siamo veramente al colpo di stato, si tenta di delegittimare il presidente del Consiglio Berlusconi e mentre si imbastiscono pseudo-processi si colpisce direttamente a seconda autorità dello Stato che è il presidente Schifani” e non dimentica di affermare che “faremo quadrato attorno a chi con capacità ed intelligenza rappresenta dopo il presidente della Repubblica la massima autorità dello Stato Italiano. Questo è un vero tentativo di colpo di Stato”.

Sarà la Magistratura a valutare se le accuse di cui si parla che sarebbero state pronunciate da Spatuzza su  Schifani siano vere e se veramente il senatore avrebbe avuto conoscenze o frequentazioni pericolose, però non è pensabile che essendo oggi la seconda carica dello stato sia da considerare “per diritto costituzionale” al di sopra di ogni sospetto.  

Non possiamo continuare a parlare di mafia ormai inserita stabilmente nella cosa pubblica e poi gridare allo scandalo quando il sospetto sfiora o tocca un membro della casta.

Non siamo giacobini ma la casta non può ritenersi immune ed intoccabile come ai tempi di una non lontana e decadente monarchia.