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Rifiuti. ATO1 Terra dei Fenici, l’appalto da 212 mln di euro, tra dubbi e possibili conflitti di interesse

rifiutiLa storia dell’ATO1 Terra dei Fenici (chissà perché abbinare i rifiuti ad un grande popolo dell’antichità) è costellata di ritardi provocati , come spesso succede, da una politica miope ed interessata essenzialmente alla creazione di posti di sottogoverno. 
E, come spesso succede, la lotta politica e gli interessi trasversali alla fine partoriscono enti ed istituzioni che appaiono veri e propri mostri multiteste.            
 
Non si contano i casi di mostri istituzionali multiteste. Basta guardarsi intorno e ci si trova completamente accerchiati. Mostri che garantiscono posti di sottogoverno e il controllo economico di centinaia di milioni di euro.
 
L’ATO1 Terra dei Fenici, è stato istituito nel 2002 e comprende i Comuni di ALCAMO, BUSETO PALIZZOLO, CALATAFIMI SEGESTA, CASTELLAMMARE DEL GOLFO, CUSTONACI, ERICE, FAVIGNANA, MARSALA, PACECO, PANTELLERIA, SAN VITO LO CAPO, TRAPANI e VALDERICE. 
 
Alterne vicende hanno fatto si che fino al 2006 l’ATO1 fosse stato solo un costo per la collettività che contribuiva a soddisfare gli stipendi dei membri del CDA.      

Nel 2006, finalmente, l’ATO1 che nel frattempo ha deciso di gestire in servizio con l’utilizzo di aziende specializzate, pubblica il bando di gara per l’affidamento del servizio della gestione integrata (?) dei rifiuti.

L’appalto viene assegnato ad una ATI (associazione temporanea di imprese) costituita da AMIA (capofila), AIMERI Ambiente SRL, ASPICA Arl, e Trapani Servizi.    
 
Dopo i soliti ricorsi al TAR, viene confermato l’appalto all’ATI ma nel frattempo decidono di uscirne l’AMIA e l’ASPICA. Rimangono assegnatari l’Aimeri, che diventa capofila a Trapani Servizi.               
 
E qui riteniamo si evidenzierebbero alcuni conflitti di interessi in una situazione ingarbugliata e che desta qualche perplessità specie se si tiene conto del valore dell’appalto assegnato con un ribasso dell’1,60% sul prezzo d’asta, è di circa 209 milioni.        

L’ASPICA che ha sede a Cusago (MI), e che vede A.D. un ingegnere di Alcamo, delega alla rescissione dell’accordo sull’ATI e alla rinuncia dell’appalto, il fratello del presidente della Holding Biancamano Spa, che detiene il controllo della Aimeri Ambiente Srl e che  fino al 13 ottobre 2008 anche procuratore speciale della società Aimeri.
 
Questo aspetto fa da contorno ad un’altra situazione definita da tutti “normale” ma che appare come un colossale conflitto di interessi. Il Comune di Trapani è socio di maggioranza, e quindi controlla, la Società Trapani Servizi, partecipante all’ATI che si è aggiudicata l’appalto. Lo stesso comune di Trapani è socio dell’ATO1 Terra dei Fenici e quindi risulta al tempo stesso stazione appaltante e appaltatore, controllore e controllato e stabilisce, per mezzo dell’ATO1, le condizioni e le accetta come Trapani Servizi.             
 
A Trapani Servizi secondo accordi che appaiono un vero e proprio “inciucio” politico, è stato affidata l’area del Comune di Trapani, ma l’amministrazione trapanese pur essendo socio dell’ATO1 Terra dei Fenici, ha un contratto separato con Trapani Servizi per la raccolta dei rifiuti nel comune, che nulla ha a che fare con l’appalto in questione.
 
A questo punto viene spontaneo chiedersi se la partecipazione alla gara di Trapani Servizi si giuridicamente ammissibile, considerato anche che contrattualmente non sarebbe tenuta a fornire alcun servizio all’ATO1…  potendo e continuare a gestire per conto del Comune di Trapani con amministrazione e operatività contrattuale diversa da quella dell’ATO1, il servizio di raccolta rifiuti.
 
La situazione è paradossale. Trapani Servizi, il cui controllore è il Comune di Trapani, si aggiudica una appalto che vede lo stesso comune come stazione appaltante, anche se attraverso l’ATO1, ma non esplica alcun servizio per quest’ultimo mentre effettua il servizio in appalto esclusivo per il capoluogo.              
 
 Nel contratto, una strana previsione che assegna (?) a Trapani Servizi il servizio di gestione integrata dei rifiuti oggetto dell’appalto, nella quota del 24% pari alla quota relativa al solo comune di Trapani.
 
Anomalie nelle anomalie. Trapani Servizi ha un contratto con il Comune di Trapani, che controlla al 51%, e quindi provvede a riscuotere il dovuto e fatturare direttamente all’ente trapanese. Nella modifica contrattuale e modifica di costituzione di ATI, sottoscritta il 5 marzo 2009 presso il Notaio Salvatore Lombardo di Marsala, si precisa che l’Aimeri Ambiente Srl in quanto capogruppo, dovrà incassare sia in acconto che a saldo e quindi anche per Trapani Servizi che non svolge alcuna attività per l’ATO1 e non risulterebbe in alcuna parte del contratto la detrazione del 24% dell’importo contrattuale relativo al servizio che Trapani Servizi svolge in esclusiva per il Comune di Trapani …   

Questo il quadro che appare alquanto pasticciato e probabilmente anche realizzato non correttamente. A ciò va aggiunto che, l’accelerazione impressa al contratto, quando già da oltre un anno è noto che gli ATO attuali saranno sciolti e sostituiti con consorzi di comuni amministrati direttamente dai sindaci (a trapani ne sarà costituito uno solo . ), appare quasi come un forzatura in una situazione politica fluida e foriera di cambiamenti radicali.        

Ma ancora più strano è che l’ATO1 non abbia previsto una specifica clausola di salvaguardia indicando che nella ipotesi di scioglimento dell’ATO per intervento legislativo, il contratto si intende automaticamente rescisso alla data di scioglimento fatta salva la corresponsione del corrispettivo dovuto per il servizio svolto a quella data.          
 
Ed ancora. E’ stato concesso all’Aimeri Ambienti Srl di stabilire il domicilio dell’associazione la propria sede di Rozzano (MI), sede peraltro della Holding Biancamano Spa e non è stato espressamente indicato che in caso di contestazione il foro competente è Marsala.

Due fatti che appaiono molto pemalizzanti per l’ATO1.               

E passiamo al conto economico. L’appalto è per sette anni per un importo complessivo di 212 milioni di euro più IVA di legge, e si riferisce al solo servizio di raccolta e conferimento nei centri di raccolta e discarica. Rimangono a totale carico dell’ATO1, cioè dei comuni, i costi di conferimento.       
 
Niente risulta essere contrattualizzato circa le entrate derivanti dalla “vendita” dei rifiuti riciclabili (quali plastica, vetro, carta e cartone, etc.).              
 
Ove si consideri che il Comune di Marsala “produce” mediamente 110 tonnellate di rifiuti al giorno per complessivi 39 mila tonn/anno, e tenuto contro che il costo di conferimento in discarica è di circa 74 euro /ton., l’ATO1 dovrà sostenere costi aggiuntivi per un importo annuo di 3 milioni di euro che vanno ad aggiungersi a 12,5 contrattuali, circa 1,5 milioni in più di quanto attualmente il Comune spende complessivamente per il servizio, e senza poter contare sulla detrazione derivante dalle entrate relative alla “vendita” dei rifiuti riciclabili.

Tutto quanto emerge da documenti e atti pubblici e da un incontro, peraltro cordiale, con il presidente del Cda dell’ATO1 Terra dei Fenici ed è auspicabile che qualcuno voglia chiarire i contorni politici, giuridici e legali di questa operazione.