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Palermo. Caos ai “Rotoli” . Il cimitero frana e nessuno ne parla.

RotoliSembrano scene da film dell’orrore di quarta categoria. Dopo le strade piene d’acqua piovana e l’allarme alla protezione civile per presidiare i ben 22 sottopassaggi della città, i danni del maltempo colpiscono le sepolture pubbliche.

 Al cimitero “Rotoli” la pioggia torrenziale dei giorni 15 e 16 ottobre ha innestato una frana di fango e detriti che colpisce la parte alta delle sepolture, quelle vicine alla forno crematorio, distruggendo tombe e lapidi. Alcune sepolture sono state completamente divelte, le bare spaccate in parte.

Ma i morti non parlano e nessuno dà l’allarme. Il danno viene segnalato solo il sabato successivo, da alcuni familiari in visita. Sabato mattina nonostante il maltempo, la signora Patrizia M. si reca al cimitero dove è sepolto il marito ma trova un’amara sorpresa: la lastra di marmo è attraversata da un grosso buco. Sebbene sotto choc la malcapitata si rende conto che la sepoltura del marito è tra quelle meno colpite.

Le sepolture sistemate più in alto sono state completamente travolte, le bare danneggiate, sino a temere che potessero riaprirsi. Nessuna pace per i defunti seppelliti sotto il costone di Monte Pellegrino. Si tratta della prevedibile conseguenza della corsa a scavi selvaggi, alla mancanza di spazio nei cimiteri, che ha portato il Comune di Palermo a trivellare la montagna senza preoccuparsi della stabilità del terreno.

Ovviamente nessuna attenzione per i disagi causati ai cari dei sepolti, che di fatto si vedono costretti a tenersi lontani dalle sepolture. La terra è talmente friabile che si è costellata di buche, tanto da temere di far cedere il terreno con il peso di un uomo. Il fatto è passato sotto silenzio per via delle emergenze più gravi: gente bloccata in casa, strade che diventano fiumi, video di spericolati che surfano per le vie di Mondello. Ma per i cari dei defunti si tratta quasi di eseguire una seconda sepoltura, ed, oltre il dolore, c’è la rassegnazione a dovere fare da sè.

E sicuramente l’Amministrazione, tra le tante emergenze, non potrà che rimandare la questione del cimitero. Eppure, se onorare i morti è uno degli aspetti che ci rende uomini e ci nobilita, lasciare i nostri i cimiteri sotterrati da fango e detriti la dice lunga sulla piega che sta prendendo la nostra città. La gente palermitana è rassegnata all’idea che nessuno interverrà per migliorare la situazione, almeno non in tempi brevi.

E per intanto i cari, per dare decoro, coprono con i fiori freschi le buche e i cumuli di fango.

Chiara Milazzo