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I silenzi di Girgenti Acque. Il gestore prende tempo o prende per i fondelli i cittadini?

acquaLa vicenda relativa alle bollette di conguaglio 2008, le prime targate Girgenti Acque SpA, è stata, e continua ad essere,  parecchio eloquente su come il gestore privato intende amministrare per altri 28 anni le nostre risorse idriche e la relativa utenza.

 Il tutto era iniziato tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009 con la consegna di quelle inaccettabili fatture con scadenza fissata il 28/01/09:

– Conguaglio consumi su base forfettaria (senza procedere alla lettura dei contatori e basato su calcoli del gestore precedente, spesso errati)

– presenza di voci illegittime (canoni di depurazione dopo la sentenza 335/2008, spese di fatturazione)

– assenza di informazioni (quantitativo in mc e quant’altro)

la velata minaccia di non accettare pagamenti su moduli diversi e per importi ridotti  (escludendo di fatto la possibilità di decurtare i canoni non dovuti per pagare solamente il giusto).

I cittadini protestano. Scattano le diffide e gli esposti alla Procura. Interviene pure il sindaco Turturici a ribadire che i canoni di depurazione non vanno pagati. Il geom. Giuffrida, amministratore delegato della Girgenti Acque SpA, in assemblea pubblica ad Agrigento, promette (come un buon marinaio) che ritirerà e ristamperà le fatture. Ed era il 5 marzo 2009. 

Due mesi “di silenzio” dopo, esattamente il 6 Maggio 2009, mal interpretando la legge 13/2009, l’ATO Idrico di Agrigento nega a Sciacca l’emissione di note di credito per i canoni di depurazione. I cittadini non vengono informati e non ne sapranno nulla. Di fatto, incombono le elezioni. Non sappiamo se questo sia un caso e non ci è dato di saperlo. Conclusa però la tornata elettorale, il gestore idrico, con tempismo da fuoriclasse, invia nuove fatture agli utenti (quelle relative al canone fisso che riportano scadenza 29-06-2009). Quest’ultime sono inaccettabili quanto le prime in quanto:

– non è specificato l’anno di riferimento per il canone fisso
– non sono specificati i mc inclusi nel canone fisso
– sono presenti, anche stavolta, le spese di fatturazione
– sono presenti preavvisi di distacco per morosità

E’ così che veniamo a scoprire “a sorpresa” che le promesse del 5 Marzo erano state disattese e con l’avallo dell’ATO Idrico. Il gestore si giustificherà dicendo che non era tenuto ad informare i cittadini. E questo lo sapevamo già, vista l’assenza di informazioni basilari perfino nelle fatture (sito internet, ufficio per il pubblico, numero verde e carta dei servizi – inesistenti – a parte).  Siamo a fine Giugno 2009.

I cittadini si rivolgono al nuovo sindaco palesando d’essere stati raggirati. Le bollette non sono state ritirate, come assicurato dalla precedente amministrazione e dal gestore idrico, e quest’ultimo minaccia finanche il distacco all’utenza. Dopo altri quattro mesi, in cui il gestore continua a pretendere, con forza e con tutti i mezzi, il pagamento di quelle bollette scadute nel gennaio 2009 comprensive di importi illegittimi, l’ATO Idrico addiviene finalmente alla “sospensione della riscossione dei canoni”, espressione per molti “incomprensibile” (e crediamo sia incomprensibile anche per lo stesso gestore). E’ il 12 Ottobre 2009.

Dopo qualche giorno, la delibera del Consorzio d’Ambito viene notificata alla Girgenti Acque SpA che riferisce di doverla valutare, prima di far sapere le proprie decisioni, prendendo così ulteriore tempo.

E’ lecito pensare che il gestore con riesca ad interpretare la dicitura: “sospensione della riscossione dei canoni”. Che vuol dire? Ci mettiamo nei suoi panni: Deve riemettere le bollette? deve autorizzare il pagamento su moduli diversi? Deve emettere note di credito?

L’ATO non spiega il da farsi mentre nel Maggio 2009 era stato chiaro: “nessuna nota di credito per Sciacca”!

– Comprensibilmente il gestore chiederà spiegazioni, se non lo ha già fatto, al Consorzio d’Ambito. Ma nel frattempo?

E’ trascorso quasi un mese da quella data. Un mese di silenzio. Un mese in cui la consegna degli avvisi di distacco all’utenza non è cessata. Quest’attività si svolge prevalentemente di notte. I “fogli volanti minacciosi” vengono recapitati nelle buche delle lettere, sotto le porte, sotto le saracinesche dei garage. Mai a mano, mai viene richiesta una firma. Non vengono notificati per raccomandata, assomigliano a vere e proprie intimidazioni.

E’ lecito pensare, visti i trascorsi di questi ultimi otto mesi, che PRENDERE TEMPO si traduca presto in PRENDERCI PER I FONDELLI. E’ lecito immaginarsi, quindi, qualche altra “sorpresa”, proveniente magari dallo stesso ATO Idrico, chissà.

In attesa di ulteriori sviluppi, vorremmo che questo incessante silenzio si interrompesse e sollecitiamo quest’oggi, con la presente, il sindaco di Sciacca, nonché componente del CDA dell’ATO Idrico di Agrigento, Dott. Vito Bono, a:

– chiedere motivazioni al gestore di tale silenzio
– pretendere le note di credito per tutti i saccensi, relativamente a quelle bollette
– a fornire chiare indicazioni sui comportamenti da adottare nei confronti dei preavviso di distacco, inoltrati dal gestore anche a seguito della delibera dell’ATO Idrico del 12 Ottobre
– chiedere poi, sempre più decisamente, la rescissione del contratto col gestore all’ATO Idrico di Agrigento

Se poi la mancanza di rispetto verso i cittadini/utenti non è un ulteriore motivo grave per la risoluzione del convenzione ATO/ATI, dobbiamo veramente pensare che possiamo aspettarci di tutto, e “come abitudine” all’improvviso!

Ass. L’ALTRASCIACCA