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All’ARS il PDL Sicilia parcheggiato come “Sicilia”. Miccichè che aspetta gli eventi non ha neanche previsto un nome e un simbolo…

Prima logica conseguenza dell’operazione Miccichè è il rifiuto da parte della Presidenza dell’ARS del nome PDL SICILIA che era stato deciso dal gruppo di deputati che fanno capo al “sottosegretario nazionale” . Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni ufficiali dalla presidenza, il nome PDL Sicilia avrebbe ingenerato confusione con il PDl di prima genitura.

Verosimilmente la Presidenza dell’ARS in mano a Castiglione che è parte del gruppo così detti lealisti e che fanno capo ad Alfano e Schifani, ha voluto spingere Miccichè a dichiarare una vera scissione dal PDL invece della finta manovra con cui è stato pensato il PDL Sicilia a cui non crede neanche il Gianfranco nostrano. 

Spiazzato da questo pur prevedibile passo, ora bisogna aspettare cosa si inventerà il buon Miccichè ma, considerato che qualche giorno fa aveva dichiarato che non sa cosa succederà e che aspetta di vedere cosa succederà, c’è da supporre che “chiederà” lumi a Berlusconi visto che ha sempre dichiarato che il presidente del Consiglio, da cui non si separerà mai, è sempre stato informato degli sviluppi di questa “strana” operazione. 

Certo che se l’intenzione di Miccichè era rafforzare Lombardo, almeno questo ha sempre sostenuto anche se siamo convinti che l’obiettivo è un altro, per il momento ha solo creato al presidente altri motivi di grattacapi, oltre a quelli che già lo assillano e che hanno determinato lo stallo di governo.  Infatti la prima contromossa dei 19 deputati del PDL è quella di  votare a favore la mozione di sfiducia per l’assessore Armao che è in quota Miccichè e che si dovrebbe discuterà mercoledì prossimo. 

Se si considera che l’UDC con Maira e il PD con Cracolici hanno già dichiarato la loro intenzione a votare per la destituzione di Armao, non ci sono possibilità che questi possa rimanere al suo posto. PDL, UDC e PD sono maggioranza, trasversale, in Parlamento … 

Paradossalmente, il gruppo di Miccichè che si dichiara ufficialmente per Lombardo, sta creando le premesse per la sua possibile “caduta”.

 

Insomma, “Sicilia” nasce sotto cupi auspici.