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Mafia (?). Sorpresa … con una lettera minacci cinque. Anzi sei! Quasi un’offerta speciale …

offerta specialeE’ notizia di oggi. Secondo quanto riporta una notizia AGI, la redazione palermitana di Repubblica si è vista recapitare una lettera anonima di sedicenti “familiari detenuti dei detenuti 41 bis” (quasi una sigla sindacale…), con la quale si minaccerebbero in blocco, così tanto per non sprecare carta, i ministri Maroni, Alfano, i parlamentari Lumia e Vizzini e i magistrati Barbiera e Piscitello. 

Nella lettera i supposti familiari dei mafiosi affermano che  “noi non molleremo, non ci piegheremo ai ricatti per farci pentire e verseremo il sangue di questi uomini puri. ora inizia la vendetta”.  

Consequenziale e come da copione, si è messa in modo la potente macchina dell’antimafia e della solidarietà della politica.

 Il senatore Lumia, imposto  da esperto “antimafia” e componente di quella Commissione Parlamentare Antimafia di cui tanto si parla che non ha mai partorito nulla se non i costi per il suo mantenimento, ha  replicato deciso  alle minacce “La migliore risposta alle minacce e’ riaprire le carceri di Pianosa e Asinara e fare del 41 bis uno strumento vero di lotta alla mafia, applicato bene e in grado di impedire collegamenti esterni tra i boss e le proprie organizzazioni mafiose è questo quello che chiederò con una lettera al ministro Alfano e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Sen. Pisanu. Da tempo mi batto perchè siano riaperte Pianosa e l’Asinara e riorganizzate le carceri di massima sicurezza e perche’ il 41 bis diventi veramente funzionale per il contrasto alle mafie”. 

Improvvisamente la grande e potente macchina di potere massone politico e mafioso fortemente inserita nell’apparato dello stato e che controlla praticamente la finanza italiana e non solo, visto che gli si riconosce (dati ufficiali) un fatturato annuo di 180 miliardi euro, perde colpi ed è costretta a inviare lettere anonime di generiche minacce a questo o a quel parlamentare o magistrato ed ex magistrati. 

Chi può realisticamente crederci? Ormai solo l’antimafia di professione e non solo che non perde l’occasione per gettare vergogne sulla Sicilia e mantenere alto il “problema” mafia. La mafia ignorante ed assassina, ovvero di quella mafia la manovalanza di primo livello in una gerarchia che di livello sembra averne ben oltre dei tre sempre ipotizzati dalla Magistratura. Quella del pizzo e del racket, cioè la delinquenza che in definitiva fa comodo all’antimafia di professione perché la vera mafia, quella ben radicata nelle stanze del potere politico ed istituzionale, quella che controlla la finanza e i commerci, è la stessa che poi, ben strutturata, è ben organizzata nell’antimafia di professione. 

Ed allora viene da chiedersi, ma chi mai ancora può realisticamente credere ancora a queste minacce d’alto livello ? 

Il peso della delinquenza organizzata, non della mafia, è quella che vive giornalmente il siciliano vittima dell’assenza totale dello stato, non suddito, ma schiavo delle istituzioni a cerchio feudale e vessato da certi settori del privato che come affermano statistiche ufficiali, sono tra i responsabili, oltre l’incapacità politica della casta siciliana, del mancato sviluppo della Sicilia perché operano in nero per oltre il 60% del fatturato dell’Isola. 

E adesso più scorte. E ricordando che in occasione della la visita di Maroni a Mazara la città era  invasa da agenti di polizia, carabinieri, servizi, finanza, polizia municipale e … vigili del fuoco, viene spontaneo pensare che lo stato oltre che assente, abbia alzato, ingloriosamente,  bandiera bianca ed abbandonato l’Isola al suo destino.

La lunga lotta tra stato e braccio armato (leggasi corleonesi) è terminata da un pezzo e il progetto mafia dentro le istituzioni è cosa fatta.

La mafia può mai combattere contro se stessa?