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118 Sicilia. Le precisazioni di un addetto

118Riceviamo e pubblichiamo volentieri una lettera inviata al Direttore dell’osservatorio Sicilia dal Signor. A.A. che interviene a proposito della questione del 118 Sicilia. 

buongiorno, come dalla nostra simpatica telefonata, le invio alcune righe, da dove può evincere il giusto percorso che vi è stato al tempo del fantomatico corso-concorso.

Iniziamo col dire che il corso ebbe ad essere fatto poiché non c’era una decisione unica con parvenza di legalità di chi doveva accedere al servizio 118, se le persone che avevano un corso C.R.I. oppure chi aveva un corso O.V.A.S., l’allora assessore pensò che sarebbe stato meglio creare un nuovo titolo, magari presentato con l’accreditamento della comunità europea, ecco fatto si è dato mandato al CIAPI per portare a termine il corso, una cosa dalle proporzioni elefantiache, sia per il numero che per le distanze, comunque esce sulla gazzetta il bando di una selezione per accedere ad un corso con le finalità di creare figure professionali uniche e quindi assumibili direttamente.

E qui il primo inghippo loro pensavano che le domande sarebbero state poche ma con la penuria di lavoro le domande furono tantissime, si fa nella sede del CIAPI a Palermo la prima selezione, tramite test attitudinali di cultura generale, dopo che uscite le graduatorie, conseguenti ricorsi e diversi mesi di attesa si passa ad altre due serie di prove attitudinali che si svolgevano in sedi più vicine ai futuri corsisti. La prima di cui Lei fa erroneamente menzione nel suo articolo come prova finale, fu la serie di prove di guida di sollevamento e di fonia, la seconda di cui lei non fa nessuna menzione fu quella di essere presente nei pronto soccorsi per verificare la tolleranza all’impatto visivo con il paziente ferito o altro.

Alla fine di queste prove attitudinali iniziarono in diverse parti della Sicilia divise per classi il corso vero e proprio a gruppi di corsisti che avevano superato i test attitudinali, gli unici ad essere esonerati a frequentare questo corso erano coloro che magari poiché già volontari di strutture come la C.R.I. la Misericordia o similari erano sulle ambulanze a garantire il servizio, assunti come lavoratori interinali. Alla fine del corso chi partecipò fisicamente alla somministrazione da parte dei docenti delle varie nozione per l’epletamento del servizio di emergenza-urgenza, furono valutati da una commissione, ma si accorsero che c’erano anche quelli che erano stati esonerati da dover mettere nelle liste finali, allora fecero dopo alcuni mesi una prova scritta dove parteciparono sia i corsisti sia gli interinali.

Caro dott. Santoro questa è il vero percorso che un poveraccio, che un giorno pensò di intraprendere, portandolo dopo un cammino durato diversi anni ad avere quel tanto desiderato posto di lavoro, che tutti ci inviano e che non sanno che ci riempie le tasche dopo tutti i sacrifici di cui siamo chiamati ad affrontare, parlo dei vari rischi e maltrattamenti, della lauta cifra di 1000 euro al mese. Ora la saluto con simpatia certo di aver contribuito a far chiarezza sulla vicenda e le porgo i miei distinti saluti.

A.A.. 

Egr. Signor A.,

 innanzi tutto debbo ringraziarla per la sua pacata lettera, unica in un marasma di insulti e minacce dirette alla nostra testata e a me in particolare. Mi sono permesso di indicare solo le sue iniziali per una questione di protezione dei dati.

Nel pubblicare senza alcun taglio le sue pacate precisazioni, posso soltanto ribadirle che nel nostro lavoro non c’è alcun recondito fine e non abbiamo alcuno che ci spinge verso questa o quella notizia.

Abbiamo riferito di un fatto che riteniamo incredibile e dopo aver acquisito documenti abbiamo avuto l’accortezza, come è dovere di ogni cronista, di contattare l’ente preposto, alle selezioni ed al corso degli autisti soccorritori, cioè il CIAPI. Ho parlato personalmente con il suo presidente, ing. Riggio il quale mi ha confermato la dinamica che le contesta. A noi non rimane che prendere atto di quanto lei afferma ripromettendoci di riparlare con Riggio della questione non appena rientrerà in sede. Stamani dal suo ufficio mi hanno riferito che rientrerà non prima del 12 novembre.  Penso che sia un atto dovuto. Per chiarezza e per correttezza.

Premesso ciò, mi preme sottolineare che nel nostro articolo non vi è alcuna traccia di offese alle persone in quanto tali ed alla loro personale professionalità. Se qualcuno ha espresso dubbi, che peraltro ritengo leciti, sulla professionalità degli addetti, questi sono persone ben individuate ed individuabili al di fuori del nostro giornale.

Ci spiace aver ricevuto scomposte proteste ma la sua nota ci conforta del fatto che probabilmente molti oltre lei hanno compreso appieno lo spirito del nostro articolo.

Con stima
Michele Santoro
Direttore Osservatorio Sicilia