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La notizia dell’anno. Andrea Vecchio, il paladino dell’antimafia rinviato a giudizio per simulazione di reato

telefono1Andrea Vecchio, imprenditore catanese di 67 anni,  titolare della Cosedil spa, impresa edile con 250 dipendenti e oltre 20 milioni di euro di fatturato, e presidente provinciale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) incarnava secondo il più classico pensiero dell’antimafia, l’uomo onesto che combatteva contro i soprusi del sistema mafioso.

Non è certo un uomo qualunque Andrea Vecchio. Ora tutto viene messo in serio dubbio perché la Magistratura l’accusa di aver giocato sporco.  La storia è di quelle che dovrebbero far riflettere: Vecchio, secondo i magistrati, avrebbe riferito di aver ricevuto presso la sua abitazione telefonate di minacce che si sarebbero rivelate inesistenti.

Da qui, il rinvio a giudizio immediato innanzi al giudice monocratico per “simulazione di reato”.  La prima udienza il 1° giugno 2010.

Un fatto che come dicevamo deve far riflettere sulla situazione dell’antimafia e delle scorte che come abbiamo più volte ripetuto, appaiono come un vero e proprio status symbol e un modo indiretto per lo stato di dichiararsi sconfitto nella lotta alla delinquenza organizzata.

Note di stampa riportano che Vecchio sia stato promotore di numerose iniziative e di battaglie contro l’usura e questo, secondo alcuni, dovrebbe essere sufficiente per “sorvolare” su un fatto grave come la simulazione di reato. 

Vecchio, a proposito del rinvio a giudizio avrebbe dichiarato : “sono all’oscuro di tutto : vado ad informarmi su qualcosa che riguarda la mia vita e che non conosco”. 

La cosa ci appare quantomeno inverosimile, lui, scortato e presumibilmente sempre in contatto con la magistratura, non era a conoscenza di essere indagato?

A noi la cosa appare alquanto strana così come appaiono poco credibili le sue affermazioni circa i fatti oggetto di indagine e di rinvio a giudizio. D’altra parte neanche i magistrati gli hanno creduto …