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Mafia. Italia, il paese degli smemorati …

falcone2E’ strana questa terra italica. Con l’avvento della repubblica è emersa una classe politica di basso profilo ma molto attenta a salvaguardare gli interessi propri. La politica italiana ha cominciato ben prima della fine del secondo conflitto mondiale a manifestare la sua voglia di “supremazia”  riuscendo a salvaguardare quanti si erano macchiati di crimini dopo la vergogna dell’ 8 settembre.

La mafia messa al potere in Sicilia dagli americani che così ringraziarono di averli aiutati nello sbarco, entra nello nella stanza del potere italiano a pieno titolo e lo controllerà, o meglio lo controlla tutt’ora, orientando scelte politiche ed economiche.

La collusione è massima e oggi, dopo che il braccio armato dello stato mafioso, i corleonesi, si è ribellato e aperto una vera e propria trattativa per ottenere i benefici “pensionistici”,  dopo che personaggi politici e dipendenti dello stato hanno trattato con la mafia, dopo il tempo delle stragi, improvvisamente tanti ricordano e tanti “negano”.

Nel frattempo due magistrati appartenenti all’antistato, cioè quella parte dello stato di diritto che rifiutava lo stato colluso, veniva eliminati perché avevano capito il sistema di collusioni tra stato e mafia, ma soprattutto avevano compreso il sistema di stato mafioso e braccio armato formato dai corleonesi.

I migliori uomini appartenenti “all’antistato”, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine,  uccisi perché di impiccio ai traffici economici e politici tra stato mafioso e il braccio armato corleonese.

Qual è la parte dello stato mafiosa e chi ne era e ne è ancora il capo non è dato di sapere, ma alla luce di quanto sta succedendo in questi giorni, la rete dello stato mafioso appare ben salda al potere e mischiando le carte sta spargendo una densa cortina di fumo sul passato e sul presente.

Il Vice Presidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) nega di aver incontrato Paolo Borsellino immediatamente prima della sua uccisione. Qualche dubbio noi l’abbiamo perché Paolo Borsellino era il magistrato più famoso in Italia e non solo e Mancino Ministro degli Interni …

Incredibile poi il caso dell’allora Ministro della Giustizia, Claudio Martelli, che dopo ben 17 anni dalla strage riferisce dell’esistenza di una trattativa tra lo stato (Quale ministero ? ) e la mafia (Riina o Provenzano?). Possibile che non abbia sentito prima la necessità di riferire alla Magistratura queste sue “verità”  subito dopo i fatti ?  Martelli precisa che , “più che una trattativa mi sembra che in diverse situazioni ci sia stato un comportamento aberrante di funzionari dello Stato.  Alcuni poliziotti e magistrati a Caltanissetta e altrettanti carabinieri a Palermo, nel 1992, hanno tenuto condotte devianti”. E ritiene che “Questo nuovo ‘sollevare tappeti deve fare luce sulle verità nascoste”.

Ma perchè Martelli oltre che non riferire alla magistraura questi fatti quando avrebbe dovuto, non fece nulla nella sua qualità di Ministro della Giustizia ? 

Quanto credibile può essere oggi l’ex ministro ? 

Curioso poi che, Violante, presidente della Commissione parlamentare antimafia … non sapesse della trattativa o di questi comportamenti abberranti riportati da Martelli!

E che contatti politica e mafia ci sono stati è confermato dalla sentenza di non luogo a procedere per “prescrizione”  per il reato di concorso esterno alla mafia per  Andreotti. Nella sentenza infatti si precisa che sono stati accertati i rapporti tra Andreotti e la mafia prima del 1980 …

L’allora presidente della Repubblica, visto che il reato di concorso esterno alla mafia era stato dichiarato prescritto, non ha trovato di meglio che nominare il grande uomo DC, senatore a vita. Una sorta di garanzia vita natural durante …

Lo stalliere di Berlusconi,  Mangano, condannato all’ergastolo per fatti di mafia. Dell’Utri, promosso senatore da Berlusconi, ha scontato una condanna passata in giudicato di due anni per false fatturazioni e frode fiscale ed è stato condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno alla mafia. Ed ancora, in primo grado a Milano è stato condannato a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte d’appello di Milano conferma la condanna a due anni.

E come dimenticare un altro eccellente Fininvest, Massimo Berruti, condannato a otto mesi definitivi per favoreggiamento nel processo per le tangenti alla Guardia di finanza

L’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, condannato a 5 anni per aver agevolato un uomo di mafia è senatore della Repubblica.

Tanto per citare i casi più eclatanti ma la lista è lunga e ne fanno parte molti politici “regionali”.

C’è stato o no la trattativa e il famoso papello?

A vedere alcuni fatti sembra proprio di si. L’abitazione di Riina, si dice “venduto” da Provenzano, è rimasta a disposizione della mafia per diversi giorni così da poter far sparire ogni possibile documento, perché inspiegabilmente ci si è dimenticati di effettuare la perquisizione dopo la cattura del capo “dei capi” e di metterla sotto custodia delle forze dell’ordine …

La stessa cattura di Provenzano presentata come una grande operazione delle forze di polizia, appare, alla luce delle varie ricostruzioni, una resa dopo una complessa trattativa tra il “latitante ??”  gravemente malato e lo stato. Quali le contropartite ?

E le stragi di Falcone prima e soprattutto quella di Borsellino , nella loro drammatica sequenzialità confermerebbero che una trattativa era in atto ed era cominciata subito dopo la caduta del muro di Berlino e quindi dopo che è venuta meno la necessità dello stato italiano e degli Usa di poter utilizzare la mafia per i traffici illeciti quali il traffico di armi e lo spionaggio industriale.

E’ venuto improvvisamente meno l’equilibrio tra la la mafia e lo stato e quindi il braccio armato, quello che effettuava i lavori sporchi, ha reagito e dettato le sue condizioni.

Falcone e Borsellino erano quindi l’antistato, cioè erano contro quella commistione politica e mafia e contro i comitati d’affari, ed andavano eliminati.

L’ordine è partito dall’alto e chi lo ha dato molto probabilmente è ancora ben saldo al suo posto di potere e ben protetto da una spessa cortina creata dallo stato mafioso e dalla massoneria.