I provvedimenti di politica economica per la Sicilia, messi in moto dal Governo Italiano, non vanno al di là dell’ordinaria distribuzione di fondi, piuttosto modesta e sterile, niente affatto in grado di promuovere progressi adeguati in quanto a produttività, in quanto ad OCCUPAZIONE (con veri posti di lavoro) ed in quanto alla fornitura dei servizi essenziali dei quali la nostra Società (imprenditoria compresa) ha estremo bisogno.
L’ultimo “ARGOMENTO-ARIETE”, tutt’altro che originale, è rappresentato dalla notizia (funesta per i Siciliani e per l’opinione pubblica internazionale) del prossimo inizio dei lavori di realizzazione del PONTE sullo Stretto. A giudizio dell’FNS, in piena illegalità politica e morale (ed anche giuridica).
Non si vuole, infatti, consentire al Popolo Siciliano di esprimere un proprio parere, dal momento che al PONTE (PONTE-IMBUTO) sarà, fra l’altro, sacrificata la identità geografica della stessa Sicilia, che da ISOLA diventerà PENISOLA e certamente SOTTOSUOLA dello STIVALE. Non parliamo, poi, dell’IMPATTO AMBIENTALE con il territorio siciliano già vittima designata del DISSESTO IDRO-GEOLOGICO e ZONA SISMICA d’eccellenza.
E allora? Innanzi tutto: NO AL PONTE-IMBUTO!
Occorre, poi, qualche INIZIATIVA ECCEZIONALE, ma concreta. In tempi brevissimi si potrebbero adottare – ad esempio – alcuni particolari provvedimenti, AGGIUNTIVI alle proposte governative in corso. E che attirerebbero investimenti e direbbero BASTA alla rassegnazione, dando respiro e rilancio all’economia siciliana. Provvedimenti che sarebbero di facile attuazione e di immediato effetto positivo e propulsivo.
Il PRIMO dei quali è quello di dare un rigoroso taglio alle imposte dirette ed indirette in Sicilia. Deve finire un sistema fiscale che colpisce pure i disoccupati ed i nulla-tenenti e che PUNISCE chi lavora e produce.
Il SECONDO è quello di defiscalizzare in Sicilia il prezzo della BENZINA e degli altri derivati del PETROLIO.
Il TERZO è costituito dalla difesa rigorosa dell’ambiente, del prodotto tipico, dell’agricoltura biologica.
Si tratta di alcune iniziative che trovano precedenti ed analogie con provvedimenti già realizzati nelle aree svantaggiate in Europa.
Provvedimenti ai quali la Sicilia ha DIRITTO per tante motivazioni che sono state già esposte in tante sedi e che trovano ragion d’essere soprattutto nell’essenza e nella storia della QUESTIONE SICILIANA.
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