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Lombardo per le risate indecenti, minaccia, Di Giacomo … querela, Buzzanza tace

risateDenuncerò, diffido chiunque a pubblicare la foto incriminata delle risate in un luogo della tragedia come si trattasse di una scampagnata tra amici (con il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanza, anche lui molto triste …) , chiederò l’accertamento sulla genuinità dell’immagine.Tuona da Palazzo D’Orleans Raffaele Lombardo da Catania. Non ci sta. Quella foto che lo ritrae sorridente e a braccetto con il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanza, mentre visita i luoghi della tragedia, lo disturba. Ridere “sopra” i morti è qualcosa di indecente e vergognoso specie se chi ride ricopre una carica politica di alto livello come Raffaele Lombardo. 

E come spesso succede, invece di “chiedere” scusa per una atteggiamento sconveniente, si  alza subito il fuoco di sbarramento, si grida al complotto politico e ad azioni denigratorie. Mai un esame di coscienza. 

Tuona a salve Lombardo, tace Buzzanza, querela Di Girolamo. 

Un partita a tre che rischia di travolgere proprio Raffaele Lombardo, perché il fotografo Di Girolamo, dopo che dalla presidenza della Regione partivano fulmini spenti del tipo, valuteremo, concorderemo e chiederemo, decide di consegnare all’autorità il documento originale della foto unitamente ad una querela per diffamazione contro Raffaele Lombardo. «Ho scattato io quella fotografia – afferma ancora Di Giacomo – e, poiché solitamente i politici che preannunciano o riservano azioni legali non rispettano mai la propria parola, sarò io a consegnare all’Autorità giudiziaria, insieme alla querela per diffamazione per le affermazioni sul preteso fotomontaggio, il documento originale e chiederò espressamente che venga disposto l’accertamento tecnico sulla genuinità dell’immagine. Quando sarà accertato anche in sede giudiziaria che non si tratta di fotomontaggio, mi auguro che l’onorevole Lombardo, oltre a chiedermi scusa, abbia il buon senso e la dignità minima per ritirarsi dalla politica». 

Pensiamo che Di Girolamo abbia pienamente ragione, una volta accertato dalla Magistratura l’autenticità dello scatto galeotto, Raffaele Lombardo dovrebbe non solo dimettersi, ma ritirarsi dalla vita politica.