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Ecco come le banche agevolano … (a cadere nel fosso) l’imprenditoria giovanile

soldi2222Questa è la storia vera di Speranza (chiamiamo così la giovane imprenditrice) ed ha inizio nel 2001. Con entusiasmo apre una piccola agenzia di viaggi ed inizia la sua attività con la convinzione di potercela fare a portarla avanti. Ed in effetti, l’agenzia va bene e gli affari non mancano fino alla tragedia delle Torri Gemelle. 

Gli affari rallentano e iniziano i problemi di liquidità e lentamente si scivola verso un  bilancio in perdita.

Speranza cerca di tirare alla meno peggio e taglia anche spese “non superflue”; insomma, stringe la cinghia per superare la crisi che le si è abbattuta sopra come un ciclone. I genitori le vengono in contro con un prestito ma  è chiaro che senza l’intervento di una banca non va avanti.

Accede ad un mutuo bancario a tasso non agevolato e con il liquido immesso nell’attività le cose sembrano cominciare a girare bene.   

Poi l’occasione di rilevare un immobile da ristrutturare. L’affare appare buono. Il costo è accessibile e con un po’ di sacrifici si può acquistare, risistemare e quindi realizzare per poter gestire meglio l’attività.

Per acquistarlo è necessario un mutuo e la banca gliene propone uno a tasso variabile, che a dire dell’incaricato molto conveniente visto che i tassi non hanno tendenza a salire. 

Si fa convinta e firma.  E da qui inizia una seconda storia. I tassi “stabili” cominciano a salire con una certa regolarità, i preventivi per i lavori come spesso succede non vengono rispettati. Insomma, un problema dietro l’altro senza possibilità di trovare soluzione.

Speranza chiede una dilazione alla banca che di contro le propone di rinegoziare il mutuo per l’intero importo a credito oppure pagare in unica soluzione il debito. 

Non accetta e con l’assistenza della COFIAR, una associazione di categoria, si rivolge ad altro istituto che dopo aver valutato l’immobile concede un mutuo che le consente di sistemare le varie pendenze.

Passa qualche tempo e si ripresentano i problemi, la crisi del settore che sembrava superata permane e quindi iniziano nuovamente i problemi con le banche che iniziano una vera e propria pressione psicologica con la sfortunata Speranza. Le sollecitazione sono assillanti. Almeno 5 o 6 telefonate al giorno di solleciti, discussioni e minacce di interventi legali paventando il rischio di acquisire come proprietà della banca tutti i beni personali, compresi quelli dei genitori.    

Disperata si rivolge alle associazioni di categoria che avevano garantito il 50% del debito. La risposta è stata netta: noi non c’entriamo. Eppure la quota dell’erogato mutuo l’hanno regolarmente incassata …

Non le rimane che rivolgersi agli strozzini con il risultato di guadagnarsi anche da questa parte minacce  ed intimidazioni che aggiunte a quelle delle banche diventano un inferno.

Poi una luce. Una amica di Speranza lavora in banca. Con il suo superiore con il quale ha una relazione le suggeriscono di rivolgersi ad un professionista di loro fiducia.

Speranza accetta il suggerimento “disinteressato” si affida al professionista, solo che dopo circa una anno la situazione invece di migliorare è peggiorata. 

Il professionista di fiducia dei due bancari invece di gestire gli affari di Speranza, s’è fatto i suoi di interessi.

A questo punto l’unica soluzione è rivolgersi ad un legale per cercare di mettere in ordine le cose considerato che è segnalata in Banca D’Italia e quindi non le è concesso neppure più lavorare.

Chiedo aiuto, nessuno sembra volersi mettere contro le banche. Alcuni allargano le braccia e candidamente affermano che loro contro le banche non ci si mettono …

Alla fine qualche anima pia suggerisce a Speranza di contattare l’associazione SOPS Abusi, di Maurizio Forzoni.

Racconta la sua storia a Forzoni che le dice che forse una speranza c’è. Deve solo controllare i documenti dei mutui e dei conti correnti.   

Per i primi, dove da un primo esame evince interessi anatocistici, non ci sono problemi, sono già in suo possesso.  Per i conti correnti  per invece, iniziano i problemi. Fa una richiesta della documentazione dei conti correnti alle banche ma sembra di parlare con i sordi.

Sordi ma operativi, perché malgrado tutto portano inesorabilmente avanti le loro procedure e proceduto al pignoramento della casa di Speranza e dei suoi genitori.

L’unico modo per fermarli è entrare in possesso dei documenti richiesti ma che non intendono rilasciare anche e obbligati per legge. 

Ovviamente tutta la questione è finita in Tribunale e malgrado Speranza abbia piena fiducia nella giustizia, i dubbi che la cosa non venga risolta positivamente rimangono perché la materia è complessa e ben pochi giudici sono profondi conoscitori della materia.

Un girone infernale dove il diritto e la giustizia sono prevaricati da interessi corporativistici e lobbistici contro i quali neanche le istituzioni riescono a combattere.

Il cittadino stritolato dall’inefficienza e dall’incapacità delle istituzioni statali e oppresso dalle lobbies bancarie.  
Inutile gridare al mondo la volontà di voler onorare i propri debiti, quando la macchina bancaria inizia la sua azione vorace non si ferma più. Ingoia beni, patrimoni, dignità e vita del povero malcapitato. 

La rinegoziazione dei mutui appare come un’ escamotage tecnica per le banche che così evitano “di non guadagnare”, aggiungendo interessi ad interessi. 

Il caso di Speranza è emblematico di una situazione paradossale che vede lo stato soggetto al volere delle banche.

Una situazione come tante e come tante porta alla distruzione della dignità umana. Distrugge le persone con sistematica burocrazia “finanziaria” infischiandosene del diritto e della giustizia. 

Speranza dopo anni di storture, minacce, insulti è caduta in depressione. Ha perso gli amici, ha perso i parenti, non ha perso, per fortuna la voglia di vivere e di combattere. 

Speranza …