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La Croce Rossa Italiana nella bufera

croce_nuova_EMER2Il Commissario Francesco Rocca, voluto ai vertici dalla CRI da Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, non sembra aver raggiunto i risultati sperati.

La CRI appare come un bastimento privo di comandante e del timone.

Rocca, probabilmente con l’obiettivo di salvare l’affaire 118 in Sicilia ha provveduto ad azzerare i vertici della SISE e successivamente  a mandato a casa, dopo aver lasciato inspiegabilmente al timone, Stagno D’Alcontres sollevandolo dalla responsabilità della CRI Regione.

Come primo effetto, gli uffici della SISE si trasferiscono da Messina dove sono allocati presso il Palazzo Parnaso (non è chiara la proprietà) , a Catania …

Un trasferimento programmato o causato dal susseguirsi degli eventi? In ogni caso, la SISE sembra aver scombussolato i progetti CRI/Regione per la costituzione di una (af)fondazione necessario erp gestire i servizi di emergenza 118 in Sicilia.

Il siluro al progetto è di quelli che non lasciano scampo: 37 milioni di euro di straordinari che Russo dovrà pagare sull’unghia. In media, ognuno dei 3300 addetti dovrebbe incassare circa 11 mila euro … in straordinari. Una enormità!

Ma se in Sicilia le cose non vanno bene non è che in Puglia le cose vadano meglio. Ben 24 dipendenti di cui molti sottufficiali ed un ufficiali sono stati accusati di truffa per aver usufruito, con regolarità di permessi non autorizzati …

Dei 24 12 hanno patteggiato e 12 andranno al processo. Anche in questo caso Rocca ne esce fuori male così come ne esce fuori male la CRI.

A febbraio, quando è scoppiato il bubbone Rocca affermò solennemente che il personale coinvolto nello scandalo, se rinviato a giudizio, sarebbe stato sospeso.   Niente di tutto ciò sembra essere avvenuto anche se come detto 12 hanno patteggiato e quindi ammesso la colpa e per 12 è stato chiesto il rinvio a giudizio.

E passiamo all’Abruzzo. Qui la questione assume i caratteri di una vera e propria telenovela. Il Commissario Regionale, Letta (sorella del Gianni  Letta nazionale) è da tempo sotto i riflettori e alcune ispezioni hanno rilevato comportamenti non proprio coerenti con le norme che regolano la CRI. Paradossalmente chi sta pagandone le conseguente è il sottufficiale che ha denunciato i fatti alla magistratura e agli organi di controllo interni.

La dr.ssa Letta rimane tranquillamente al suo posto malgrado abbia ammesso in un documento ufficiale di aver accolto una raccomandazione da parte di un alto funzionario CRI e chiesto di conseguenza attenzione per le sue richieste di trasferimento del sottufficiale non gradito,  e malgrado dalle relazioni si evince che alcuni comportamenti sono “quantomeno” censurabili.

Adesso arriva la grana Lombardia.   Il Comitato Regionale CRI redatto un documento sottoscritto da ben 92 commissari di componenti in rappresentanza di oltre 15 volontari, con la quale si contestano al Commissario Rocca una serie di inadempimenti. (leggere a margine il documento).

Insomma, se questa è la situazione in CRI, si può ipotizzare che Rocca non abbia portato giovamento all’ente che rimane ingovernabile e ingovernato.

Per leggere il documento del Comitato Regionale, (scarica documento [1]) con l’avvertenza che la pagina relativa alle firme in calce è stata omessa per motivi di riservatezza.