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Ittica Mediterranea. I poteri “forti” avvertono a suon di incendi dolosi

morselloAncora un incendio doloso ai danni dell’azienda marsalese Ittica Mediterranea. Dal 2000, Martino Morsello ha denunciato a tutte le autorità competenti, che certe persone interessate e ben addentro al club dei poteri forti locali, aveva , messo gli occhi sull’azienda che contava 120 dipendenti ed un fatturato di 4 miliardi lire annuo.  

Secondo Morsello, l’ittica  è stata costretta a dismettere l’attività di una unità produttiva  all’interno dello stagnone di Marsala per cavilli burocratici e per interventi strumentali della massima espressione della provincia regionale di Trapani che hanno provocato una perdita secca di oltre 10 miliardi delle vecchie lire.

Paradossalmente, all’interno dello Stagnone da tempo esercitano due attività concorrenti all’Ittica Mediterranea.

Nel 2003 la società è stata costretta al fallimento in netto contrasto con alle leggi “nazionali” che che regolano l’acquacoltura, e precisamente la 102 del 92 e la legge regionale 14/98. Tale sentenza di fallimento va contro anche a quanto disposto all’art. 32 del Trattato di Roma.

E’ difficile districarsi nella matassa imbastita sull’Ittica Mediterranea ma molte cose appiono alquanto anomale e giuridicamente illecite. E’ il caso del curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Marsala che guarda caso è il legale della società che ha chiesto il fallimento.

Secondo Morsello, la famiglia del curatore fallimentare è in aperto conflitto di interessi con l’Ittica Mediterranea poiché esponenti della sua famiglia sarebbero proprietari di 50 ettari di terreno attorno all’impianto che è stato negoziati a 15 euro mq, circa otto milioni di euro, per la nascita di un grosso centro alberghiero che ovviamente non potrà sorgere senza il terreno occupato dall’Ittica Mediterranea che è di 30 mila mc, confinante con il mare con un frontale di lato mare di 400 metri.

Il terreno su cui sorge l’Ittica Mediterranea è costato 13 miliardi di lire, di cui 8,4 miliardi finanziati dalla Comunità Europea e dalla Regione Siciliana,  ma adesso il curatore ha proposto la vendita per 800 mila euro.

Vendita peraltro bloccata per incongruità del prezzo …

 

Martino Morsello precisa “che tutti gli atti da me denunciati alle autorità competenti portano ad una attività del curatore fallimentare che in barba alle leggi  per la dismissione della attività ittica permettendo la “vandalizzazione” dell’impianto in quanto non ha  mai provveduto alla custodia quando l’impianto era ancora in attività e perfettamente funzionale”.

Secondo Morsello, “i tre incendi dimostrano ancora una volta una azione minacciosa nei miei confronti per le esplicitazioni giornalistiche e televisive contro il malaffare e le organizzazioni politico mafiose e istituzionali in quanto la non applicazione delle leggi di cui sopra hanno permesso tutto lo scempio da me descritto con la perdita di strutture e di posti di lavoro ad interesse di pochi criminali affaristi che intendono allocare per  i propri interessi altro tipo di attività e magari con i soldi riciclati dalla mafia. Dopo 6 anni attendo ancora l’applicazione delle leggi di cui sopra per la revocatoria fallimentare.

Assist ancora sbalordito come il governo nazionale abbia salvato le aziende di Grigoli mafioso per le istituzioni e non si sia mai preoccupato seriamente delle mie denunce e del salvataggio della mia azienda e di tutte le altre aziende che nel tempo sono state dichiarate fallite in barba alle leggi e con la perdita di diversi migliaia di posti di lavoro. Mi rendo disponibile a qualsiasi confronto con le autorità per accertare la verità giuridica nell’interesse della carta costituzionale e nella applicazione delle  leggi corrette che possono dare fiducia alla nostra repubblica”.

Alla prossima puntata di una situazione paradossale.