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CRI. 12 assenteisti patteggiano e 12 vanno al processo. Il Commissario “dimentica” di sospenderli

[1]Dodici dei 24 dipendenti della Croce Rossa, accusati   di essere assenteisti, hanno chiesto di patteggiare, ammettendo di fatto le proprie  responsabilità, chiudendo con il minimo danno la loro vicenda giudiziaria che nel gennaio scorso li ha visti coinvolti. Per gli altri 12 si va al processo.

Come si ricorderà, le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di Carrassi (Bari) sono   state avviate a seguito di una segnalazione con la quale si denunciava la presenza, nel capannone dell’ autoparco della Croce Rossa, di 14 tonnellate di pasta avariata che sulla carta era destinata alle famiglie in difficoltà.

Nel corso delle indagini, la polizia si è imbattuta in casi di   assenteismo da parte del personale della Croce Rossa Italiana in servizio a Bari ed ha accertato che 24 dipendenti si  allontanavano dall’ ufficio di piazza Mercantile per piccole   commissioni. 

I motivi delle scappatelle erano le più disparate e per tempi diversi tra di loro e facevano parte di un sistema diffuso che gli agenti hanno sapientemente documentato con immagini registrate da telecamere opportunamente piazzate davanti all’ingresso degli Uffici della CRI.

Dalle immagini risulta che i 24   dipendenti della Croce Rossa, di cui 18   marescialli, un capitano e quattro impiegati siano più volte usciti  dall’ ufficio per andare al bar o a fare la spesa o per altri motivi del tutto personali.  

La cosa grave, al di là dei reati a loro contestati è il fatto che il capitano e i 18 marescialli, in forza al disposto art 30 del R.D. 484/36, sono, una volta in servizio “pubblici ufficiali”.

Si tratta, per alcuni, di personale richiamato in servizio temporaneamente e per esigenze straordinarie in forza al disposto art. 29 del R.D. 484/1936 e quindi si pone la domanda: quali straordinari motivi sono stati alla base del loro richiamo considerato che gli stessi hanno potuto tranquillamente assentarsi dal lavoro ? 

Sarebbe interessante una risposta da parte del Commissario Francesco Rocca che è recentemente intervenuto per azzerare i vertici siciliani, “dimenticando” il caso Abruzzo, e che sembra non stia intervenendo sullo specifico caso dei 24, contraddicendosi clamorosamente.

Eppure, come si ricorderà, con una nota diramata l’11 febbraio 2009, dal titolo molto eloquente: “Rocca: i 23 dipendenti di Bari verranno sospesi immediatamente se disposto il rinvio a giudizio” , Rocca ha dichiaro se risultassero veritiere le imputazione e se fosse disposto il rinvio a giudizio, i 23 dipendeneti verrebbero sospesi immediatamente dal servizio e dalle funzioni. Le leggi vigenti non consentono la sospensono la sospensione poichè prima serve la pronuncia di un giudice terzo; ad oggi c’è solo l’avviso di conclusione delle indagini. Comportamenti come quelli denunciati dalla magistratura non sono tollerabili” 

Questo il link del sito della CRI dove è pubblicato il comunicato: http://cri.it:80/flex/cm/pages/ServeBlob.php/L/IT/IDPagina/1611 [2]

Una decisione importante e che trasmetteva la precisa volontà del neo Commissario di colpire con fermezza comportamenti non corretti.  

Invece, succede che il Commissario sembra si sia dimenticato di questa solenne e pubblica promessa e fino ad oggi, e malgrado 12 abbiano chiesto il patteggiamento, quindi ammettendo le proprie colpe, e 12 rinviati a giudizio, non sembra aver preso la decisione di sospendere il personale effettivo (se ne esiste) e congedare quello richiamato.

 

Eppure, per casi molto meno gravi e non giudiziari la CRI è intervenuta pesantemente a Milano dove ben tre dipendenti sono stati immediatamente sospesi.

Questa dimenticanza fa ipotizzare la possibilità che alla scadenza del richiamo prevista per il 31.12.2009, questo personale “temporaneamente richiamato per motivi eccezionali”, assenteista, potrebbe essere premiato con una riconferma.

Che dire?