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CRI ABRUZZO. Una storia “Letta” 2 (ri)”Letta

I recenti avvicendamenti disposti dal Commissario CRI, Francesco Rocca, si dice voluto nell’incarico dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, hanno toccato leader  storici dell’associazione, ma sono apparsi quasi obbligati in prospettiva futura siciliana, c’è in ballo l'(af)fondazione siciliana CRI/REGIONE),  e non tanto come logica conseguenza di un progetto di rinnovamento della CRI.

Bisognava dare una immagine quanto più trasparente possibile ad un organismo spesso chiacchierato e messo in discussione per certi comportamenti non proprio corretti.

Da qui, la sostituzione dell’ex Vice Presidente Nazionale  Vincenzo Scognamiglio,  dell’ex Commissario regionale Sicilia e presidente della società in House, con capitale CRI,  SI.S.E. spa, D’Alcontres e l’ex  Vice Commissario regionale cri Giuseppe Vecchio. Pezzi di storia della CRI e storia di Sicilia.

Rocca non interviene inspiegabilmente in Abruzzo dove la CRI locale è da tempo sotto i riflettori di ispettori e dove sembra essere in atto una vera e propria guerra tra il Commissario abruzzese Maria Teresa Letta (sorella del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta) e il maresciallo Lo Zito che da tempo denuncia, anche alla Procura della Repubblica comportamenti del commissario non proprio corretti ed irregolarità amministrative che sono state accertate peraltro da ispezioni dal Direttore regionale Abruzzo che con la nota del 17 luglio 2008 – prot.- CRI /08/1674,  inviata al Capo Dipartimento Organi Statutari e al Dirigente del Servizio 14° Coordinamento Direzioni regionali ed ispettivo di Roma, rappresentava  che presso il Comitato Regionale Abruzzo “vengono spesso portate ad attuazione procedure finalizzate all’acquisto di beni e servizi che non rispettano   il regolare iter amministrativo previsto dalla normativa che regolamenta questo tipo di acquisizioni …”.

Dal momento in cui ha inizio la sua “battaglia” di denunce, Lo Zito appare oggetto di mobbing e il Commissario Maria Teresa Letta chiede formalmente il suo allontanamento, ed il conseguente  trasferimento ad altra sede con una lettera del 5 gennaio 2008 (prot. 22/08) indirizzata all’Ispettore Nazionale Corpo Militare, precisando all’Ispettore Ridolfi che lei ad una sua richiesta di interessamento a favore di un militare aveva risposto …. concretamente ed immediatamente. 

Il Commissario Letta quindi, per sua stessa ammissione, con immediatezza e concretezza (quindi dato seguito) ad una raccomandazione e questo non appare un comportamento non corretto e giuridicamente censurabile considerato che la Corte di Cassazione ha stabilito che la raccomandazione può configurare il reato di “concussione”.

Precisare poi di aver dato risposta con immediatezza e concretezza in una comunicazione con la quela si chiede di esaudire una sua richiesta (il trasferimento d’autorità del m.llo Lo Zito) pensiamo aggravi la situazione.

In relazione ai fatti che sin qui sono emersi, appare incredibile che fino ad oggi i vertici nazionali CRI siano rimasti assenti e distratti malgrado sembri sufficientemente chiaro che in Abruzzo la situazione sia tutt’altro che chiara. 

Tutto ciò fa sorgere una domanda: perchè il Commissario Rocca non ha sostituito, e non sembra voler sostituire, il Commissario abruzzese Maria Teresa Letta?