“Difetto di coordinamento”.
Con questa frase Giancarlo Abete – presidente della federcalcio – si è scusato e si è assunto la responsabilità del mancato minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’alluvione di Messina sui campi di calcio di tutta Italia domenica scorsa.
Proprio la federcalcio, settimana scorsa, aveva autorizzato il minuto di silenzio solo su tutti i campi della Sicilia.
Adesso, dopo le pioggia di polemiche che lo hanno travolto, il presidente Abete si scusa adducendo motivi organizzativi e annuncia che nelle due gare di sabato contro l’Irlanda e di mercoledì contro Cipro della Nazionale sarà osservato un minuto di silenzio e si scenderà in campo con il lutto al braccio.
Scuse ed intervento riparatore che paiono decisamente tardivi e, più che altro, di impatto mediatico.
La FIGC ed il presidente Abete (nonostante le sue scuse) hanno mostrato quanto scarso e lontano sia il concetto di “sensibilità” verso le vittime della tragedia.
Ci chiediamo quale sia il senso e la credibilità di un gesto fatto fuori tempo e, quasi sicuramente, solo in virtù delle proteste e polemiche seguite al “silenzio” di domenica scorsa e ci auguriamo – da siciliani – che durante i minuti di silenzio ci venga almeno evitata la solita tiritera demogogica della solidarietà de mondo del calcio.
Che abbiano almeno la dignità di stare in silenzio e basta.
(n.s.)
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