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Agricoltura. Si allarga la protesta. A Caltanissetta manifestazione con 150 trattori in piazza.

[1]E gli agricoltori gridano ai sindacati ed associazione di categoria: giù le mani della mobilitazione, “questa è finalmente spontanea – dice Martino Morsello – responsabile regionale di Altragricoltura – e per la prima volta dopo decenni di abulia, i contadini riacquistano la dignità perduta. E’ una rivolta, pacifica, ma rivolta. E questa volta, a differenza del passato, non finirà nel sangue. Non ci saranno morti ma dovranno esserci dimissioni di massa di politici incapaci e vasalli delle lobbies e della politica nazionale ed un radicale cambiamento del sistema  agricolo siciliano a cominciare dalla dismissione di tutti quegli enti inutili che vivono sulle spalle degli agricoltori”.

Il riferimento all’ESA, all’Istituto Vite e Vino, ai vari organismi regionali e provinciali legati alla (?) ricerca ma che di fatto sono enti burocratici per postifici di lusso e aree feudali e riserve di voti.    

La mobilitazione degli agricoltori che è cominciata in sordina , guidata da Altragricoltura, dal Codifas e dai Comitati spontanei di Giuseppe D’Angelo, e completamente ignorata dai media sta divenendo di giorno in giorno sempre più importante.

Circa 20 comuni siciliani, tra cui Marsala, sono occupati in permanenza da presidi di agricoltori che manifestano per ottenere un radicale cambiamento del sistema agricolo siciliano da sempre clientelizzato ed assistito.

Gli agricoltori hanno smentito le associazioni di categoria e i sindacati e mandato a dire all’assessore Cimino che non gli riconoscono alcuna competenza e capacità e pertanto non lo ritengono un interlocutore con cui poter discutere un linea programmatica di rinnovamento dell’agricoltura.

 Chiedono un incontro con il Presidente della Regione Raffaele Lombardo per definire gli interventi che la Regione può attuare in autonomia e un incontro con il Ministro Zaia per gli aspetti di carattere generale e di pertinenza statale.

Su due cose gli agricoltori pretendono che sia faccia chiarezza, e cioè, fine dei contributi a pioggia e cancellazione dagli elenchi degli agricoltori gli oltre 150 pseudo agricoltori che altro non sono che dipendenti regionali, provinciali e comunali che vivono la partita doppia potendo contare di uno stipendio istituzionale.