La fanfara ha suonato alto l’inno dell’efficienza e della trasparenza nella pubblica amministrazione quanto il Ministro, raggiante, annunciava al popolo suddito, che udite, udite, “è finito per i fannulloni dei pubblici impieghi, il tempo di permissivismo sfrenato”.
Silenzio, imbarazzante e vergognoso per la ritirata ingloriosa di tutta la normativa anti fannulloni abrogata con un decreto legge pubblicato l’1 luglio , convertito in legge n.102/2009).
La normativa ‘antifannulloni’ prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un’unica ‘ora d’aria’ dalle 13 alle 14).
Tutto è ritornato come prima e i fannulloni, o presunti, tali, tirano un sospiro di sollievo.
Le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato, e sono state abrogate alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche.
Adesso è tutto come prima, peggio di prima, denunciano i sindacati. Laddove i servizi funzionavano più o meno bene continuano a farlo, e così là dove funzionavano male continuano a funzionare male.
Viene da chiedersi, visto che sono stati i sindacati a pretendere il ritorno al passato, se questa situazione non sia gradita proprio a loro per mantenere una parvenza di legittimità all’interno del sistema lavoro.
E il Ministro Brunetta? Bhooo. Forse sta meditando un nuovo inno provvisorio …
Commenti







