In Sardegna, nell’incontro con il governo, i responsabili regionali hanno risposto picche all’inquadramento di personale in mobilità senza la tutela dei diritti maturati dal personale Saremar. Sarebbe più produttivo emendare il D.M. 27 ottobre 2004, art. 3, per la validazione dell’estratto matricola mercantile quale curriculum lavorativo ai fini dell’accertamento dell’esposizione all’amianto ed in tempi rapidissimi scomparirebbero molti esuberi del personale navigante che finirebbe con l’avere il diritto alla pensione con la regola dei 40 anni di contributi. L’operazione non avrebbe costo alcuno perché sono lavoratori possibili destinatari degli ammortizzatori sociali e l’auspicato provvedimento legislativo avrebbe quali destinatari esclusivamente coloro che domande hanno proposto ad INAIL entro il 15 giugno 2005.
E’ una norma che anche il CIV IPSEMA, nella delibera del 17 settembre 2009, ripropone a prescindere dell’utilità per il Gruppo Tirrenia e per giustizia nei confronti di una delle categorie che più esposta è rimasta all’amianto.
Sulla vicenda c’è molta attenzione, in particolare dall’ USCLAC/UNCDiM, perché appare chiaro che dopo Saremar questo tentativo di far divenire le compagnie regionali “attività sociali” come tutte le Società di Navigazione del Gruppo Tirrenia lo sono state per la cantieristica italiana, sarà riproposto durante gli incontri con le altre regione.
Che sia questo il motivo per cui il gruppo di lavoro del governo ha voluto incontrare le regioni singolarmente?
Malgrado ciò, la Regione Sardegna ha ribadito, come del resto hanno fatto tutte le altre regione interessate, la necessità di riscrivere la bozza di accordo di programma redatta dal governo.
Si parte dall’impegno di assunzione del personale inquadrato regolarmente al 30 giungo 2009, quindi dall’eliminazione dalla bozza del:
- bislacco tentativo di addossare alle nascenti gestioni regionali i debiti contratti con le banche che hanno erogato i mutui per permettere di soddisfare il quotidiano a causa dei ritardi con cui il Governo Nazionale ha corrisposto le sovvenzioni;
- l’assurda imposizione di gestione delle compagnie “sotto il cappello statale” con un consiglio di sindaci composta da un presidente, rappresentante del Ministero del Tesoro, un rappresentante del Ministero dei Trasporti e un rappresentante della Regione gestore. In pratica l’ente gestore diventa solo rappresentante senza alcun diritto poiché la compagnia regionale verrebbe gestita … dallo stato;
- della pretesa da parte dello stato di far gestire i contratti in essere e non scaduti alla data del passaggio di responsabilità gestionale (?) a Tirrenia a cui le compagnie regionali dovrebbero “riversare” le spese di gestione;
Appare chiaro che se il governo non cambierà registro lo stallo continuerà con imprevedibili ripercussioni economiche e sociali.
Da fonti regionali apprendiamo chela Regione Siciliana accetterà l’accordo di programma senza alcun vincolo imposto, senza debiti, con il trasferimento dei servizi e dei finanziamenti relativi alle sovvenzioni, e fatto ineludibile, la gestione della società con l’inserimento nel consiglio dei sindaci di un solo rappresentante dello stato e non nella posizione di presidente.
Altro aspetto di carattere sociale è la sottoscrittura di una norma per la tutela occupazionale.
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