Si è svolta a Roma una riunione tra i vertici della Fiat e l’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi. L’incontro, più volte sollecitato da Venturi, si è tenuto nella sede romana della casa torinese e si è concretizzato grazie anche al coordinamento di Confindustria nazionale, molto interessata probabilmente al nuovo finanziamento a fondo perduto ed inutile per la politica occupazionale siciliana.Venturi è stato chiaro : “Ai rappresentanti della ho ribadito la disponibilità del governo della Regione di mettere a disposizione ingenti risorse economiche, circa 350 milioni di euro, oltre alla realizzazione di diverse infrastrutture da realizzare intorno al sito di Termini Imerese. Per questo governo è fondamentale che la Fiat resti in Sicilia e investa con vigore su Termini Imerese”.
Evidentemente la politica siciliana e l’assessore Venturi non hanno ancora ben compreso la gravità delle loro azioni.
Insistono nel voler dare soldi alla Fiat quando il capitolo Fiat a Termini è scritto “chiuso” da almeno 5 anni.
Eppure, profittando di quanto Fiat ha fatto con il Brasile, e considerato gli ingenti finanziamenti pubblici che hanno permesso a Fiat di “guadagnare” soltanto a fronte di “ZERO” investimenti, la Regione Siciliana potrebbe acquisire lo stabilimento e riconvertirlo per la produzione di auto siciliane con motore alimentato ad alcool etilico prodotto dalla distillazione, con tecnologia brasiliana, dell’uva siciliana.
Il governo regionale con uno scatto di orgoglio ed intelligenza politico ed economica, risanerebbe definitivamente Termini Imerese e risolleverebbe la grave crisi del settore vitivinicolo.
Troppo semplice ? O troppo ardito per la casta siciliana ?
1 commento







Caro Direttore,
questo non è un problema di ardimento o di semplicità e nemmeno di capacità, Alla casta Siciliana non manca il genio e tantomeno l’ardire, infatti, nello spreco(finalizzato al loro tornaconto)sono abilissimi e non hanno pari.
Quello che suggerisce Lei, per la Fiat di Termini Imerese, è un problema di orgoglio e di coraggio che segneregge l’inizio di un cambiamento. E’ il cambiamento che fa paura alla casta Siciliana, è il certo per l’incerto. Ridare orgoglio e coraggio a un popolo che ha molte capacità dopo averlo sottomesso e morfinizzato per un secolo e mezzo significherebbe fargli alzare la testa e non controllarlo più elettoralmente e politicamente.