Le scrivo in merito all’articolo pubblicato il 03/09/2009 sul Suo giornale Obiettivo Affari & Notizia, riguardante l’insediamento ufficiale del nuovo Prefetto di Enna Dr.ssa Giuliana Perrotta che ha inviato una lettera a tutte le istituzioni e a tutti i cittadini del territorio provinciale.
Nella lettera il Prefetto scrive “…sono stata in quasi tutte le regioni del sud, di cui conosco profondamente i problemi, le difficoltà, le contraddizioni ma anche le potenzialità, le risorse, le aspirazioni”.
Quindi il Prefetto è stato nella Regione Puglia,Calabria, Basilicata ecc. e adesso nella Regione Siciliana, ripeto Regione Siciliana, con l’aggettivo e non con il sostantivo.
Come non esiste la Repubblica Italia ( sostantivo) non esiste la Regione Sicilia ( sostantivo ) ma la Repubblica Italiana ( aggettivo) e la Regione Siciliana ( aggettivo ).
La Regione Siciliana è nata prima della Repubblica Italiana e non è stata istituita, dalla Repubblica Italiana, come le altre 19 regioni, ma riconosciuta.
Lo Statuto Autonomo della Regione Siciliana è nato prima della Costituzione Italiana promulgato con regio decreto nel 1946 da Umberto II, entrato, in seguito, nel 1948 nella Costituzione art. 116 della Repubblica Italiana ed è di natura ” pattizia” tra popolo italiano e popolo siciliano.
Quello che sto cercando di dire è che la Sicilia, caro direttore, rispetto alle altre regioni del sud Italia ha una storia diversa e credo che bisogna raccontarla per evidenziarne la differenza considerato che il Prefetto non ha fatto alcun riferimento allo Statuto Autonomo Siciliano e ha unificato problemi, difficoltà, contraddizioni, potenzialità, risorse, e aspirazioni in un generico problema meridionale.
La Sicilia anche se geograficamente è nel meridione d’Italia con il suo Statuto e la storia dello stesso la rende diversa quanto meno nelle aspirazioni: Statuto Autonomo applicato integralmente.
La Sicilia ha una bandiera nata molti secoli prima ( 03/Aprile/1282 ) rispetto a quella italiana , rossa e gialla con la triscele al centro.
Il Parlamento Siciliano se non il primo è uno dei più antichi del mondo.
I siciliani hanno lottato per l’Indipendenza della Sicilia , l’Unita d’Italia non è stato un parto indolore e lo Statuto Autonomo è il frutto delle lotte e del sacrificio di tanti siciliani.
Se per ” ….terra nobile e millenaria ” il Prefetto intende anche tutto questo , sono d’accordo.
Statuto Autonomo Siciliano ” scippato” ai siciliani e mai integralmente applicato con la complicità di una casta politica siciliana prona agli ordini delle segreterie politiche romane.
Lo Statuto Autonomo art. 15 recita ” Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione Siciliana…” , quindi le prefetture governative sono abolite in Sicilia.
Una legge regionale del 1989, con il benestare della Corte Costituzionale, ha reintrodotto le province violando la norma costituzionale ma senza poter modificare lo Statuto in quanto ogni variazione può essere modificata solo con legge costituzionale.
L’art 15 è lì vivo e vegeto e sta a testimoniare gli abusi e gli scippi all’Autonomia Siciliana perpetrati in tutti questi anni con il silenzio dei vari Presidenti della Repubblica garanti della Costituzione.
Il Presidente della Regione Siciliana azzera la giunta e dopo estenuanti consultazioni dice di voler fare di testa sua, nel bel mezzo del “teatrino” arriva la gran minch…..pardon la grande proposta di legge Gasparri, Quagliariello e Vizzini sulla sfiducia costruttiva, tanto si parla della Sicilia cambiamo, ricambiamo, usiamo e abusiamo.
Siamo proprio alla frutta.
Per interessi di partito, di spartizione scientifica di poltrone si usa il Parlamento per” intimidazioni politiche ” che nulla hanno a che fare con le riforme costituzionali che dovrebbero essere cose serie.
Non entrerò a far parte del coro di chi canta Banana Republic famoso albun di Dalla e De Gregori ma ritengo sia arrivato il momento di mostrare il proprio orgoglio di essere siciliano.
Seguirò quanto scritto dal Prefetto “….. nell’attuare i valori e i principi costituzionali……” cominciando dall’art 21 dello Statuto “….e nel promuovere il rispetto della legalità e della democrazia.” riconoscendo nel Presidente della Regione Siciliana il rappresentante del Governo dello Stato nella Regione.
La saluto imitando Michele Santoro, direttore dell’Osservatorio Sicilia, che nella sua lettera inviata al Presidente della Repubblica con la quale restituisce, in segno di protesta, il Diploma di Cavaliere al Merito della Repubblica, ha concluso con la parola che rappresenta la speranza, il coraggio, l’orgoglio del popolo siciliano.
Egr. Signor C.S.C..
La ringrazio per la sua lettera e per il suo attestato di stima. Riguardo al prefetto, posso solo dirle che non può assolutamente promuovere rispetto della legalità e della democrazia poichè sa bene che il suo ruolo in Sicilia è incostituzionale e quindi non democratico e non legale.
Come ben saprà e sa bene anche il prefetto di Enna ed il presidente della repubblica italiana che spesso, retoricamente, si richiama al rispetto dei principi costituzionali, omettendo di denunciare le violazioni dello stato italiano e della stessa Corte Costituzionale che, caso unico nel mondo, è intervenuta nella modifica del primcipio costituzionale avocando a se le prerogative dell’Alta Corte senza poterla eliminare dallo Statuto e quindi dalla Costituzione perchè come noto è necessaria una legge costituzionale di modifica.
Lo scippo, illecito ed illegale e di altro profilo penale (il reato è di attentato alla costituzione),grida vergogna.
Ancora qualche giorno fa il presidente Napolitano, nel suo discorso di apertura dell’anno scolastico, aveva parlato di rispetto dei principi e valori costituzionale, sapendo che quei principi e quei valori che lui dice che bisogna rispettare, sono sistematicamente violati per i siciliani.
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