Alzino la mano quanti sapevano e non hanno parlato. Alzino la mano quanti subiscono ricatti e vessazioni senza avere il coraggio di protestare apertamente, e soprattutto, alzino la mano chi alla fine non sarebbe stato felice di trovarsi al posto del mozzo di Cammarata.
Zitti tutti ed ora stupiti e meravigliati.
A noi non sorprende più di tanto quanto scoperto da Striscia La Notizia sui fatti siciliani, da tempo denunciamo fatti e misfatti siciliani senza che nessuno abbia mai mostrato il minimo interesse, Magistratura inclusa.
La Vicenda del signor Franco Alioto è la conferma del degrado morale e sociale in cui si trova tutta la Sicilia e fa sorridere la sollevazione di scudi di certa parte politica che grida allo scandalo.
Ma soprattutto conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che gli italiani in genere ed i siciliani in particolare, dopo le telenovela berlusconiana, i furbetti del quartierino, il caso Parmalat, Cirio, e chi più ne ha più ne metta, si sono talmente abituati alla disonestà personale della classe politica e della stessa società, da non prendersela più di tanto e tirare avanti.
Ognuno conserva un ricordo, un interesse, un piccolo giardino da “curare” e quindi nell’interesse generale personale, la fanno da padrone le tre scimmiette.
Non sentire, non parlare, non vedere sono comportamenti generalizzati in Italia e, in particolare in Sicilia. Ma questa non è mafia ? Far crescere una società malata, truffaldina e disonesta senza alzare un dito è comportamento omertoso e quindi … mafioso.
Il coraggio di denunciare. Nel settore pubblico in Sicilia, a cominciare proprio dagli enti locali regionali, provinciali, comunale, università e sanità, esistono le prevaricazioni, le baronie, il clientelismo, il familiarismo, e l’aiutino… sempre innocente!
Nel settore privato un vero e proprio comportamento criminale di molti datori di lavoro che assumono in nero, corrispondono un salario vergognoso (si arriva a 200 al mese euro per 12 ore di lavoro al giorno), danno al lavoratore un salario inferiore a quello risultante dallo statino, non concedono ferie, non riconoscono i diritti alla madri lavoratrici, truffano lo stato e l’Inps, eppure, nessuno parla.
Per viltà si dice. Per paura di perdere il posto, per paura di non trovare più posto, per paura di rimanere isolato ed emarginato anche dagli stessi colleghi e pseudo amici.
In questa società così malata ecco che i potenti, spesso incapaci, possono attuare comportamenti disonesti convinti dell’impunità giudiziaria e sapendo che il popolo alla fine “comprenderà” e perdonerà.
Ed allora perché stupirsi più di tanto ?
Finché i Siciliani non penseranno con la loro testa e capiranno che questa politica nazional “socialista” imposta dalla casta non si solleveranno, meglio sarebbe, per onestà, non sorprendersi e lasciar perdere, tanto alla fine niente tutto sarà dimenticato e i Siciliani rimarranno “fessi” e contenti, e Cammarata continuerà a ringraziare…
2 commenti







Caro direttore,
qual’è il suo problema? Di che si preoccupa? Per caso crede che la Magistratura (nella sua crociata della legalità e della lotta alla mafia)non metterà le cose a posto e non cercherà di provvedere? E se non lo faranno sarà perché avranno capito che questa classe politica è sportiva e distratta ma che comunque opera per il bene della Sicilia.
Per favore la smetta di pensare che questa classe politica è la dimensione perfetta per “il brodo di cultura della mafia” perché quella vive nei sobborghi siciliani e la magistratura lo sa bene.
Caro Direttore non mi stancherò mai di correggerla.