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 amicopaolo ha scritto il 24 settembre 2009 0:11

Egregio Gioacchino Basile,
in un sistema marcio e infame come quello in cui versa il nostro Paese Italico. Dove i vari schieramenti politici formano in modo trasversale le Istituzioni(C.S.M. compreso) con la formula della “Partitocrazia legata al potere massonico”. Dove la Sicilia con il suo popolo(da Voi ben descritto,anche se in poche righe) è costretto a vivere in modo succube perché colonia interna di una patria matrigna. Dove uomini valorosi e di valori come Voi vengono usati e sfruttati come una sorta di “bollino di qualità”(comunque a scadenza e a convenienza)dai professionisti dell’antimafia per fini carrieristici e politici.
Il suo coraggio e la forza della sua onestà rappresentano e sono una risorsa per il riscatto del popolo siciliano, purtroppo diventano dannosi se usati ad arte da chi non è siciliano e mira ad interessi partitocratici nazionali filo lombardo-piemontesi.
Mi permetta di darle un consiglio: usi la sua storia come esempio di forza, di valori e di coraggio investendo in un movimento di partecipazione democratica siciliana e contro il sistema di dominio della mafia e dei professionisti dell’antimafia che proliferano in Sicilia a convenienza e secondo il periodo storico, ma in entrambi i casi, sempre al servizio dei potenti del capitalismo del nord dell’Italia per tenere sottomesso il nostro popolo.
Sono convinto che il popolo siciliano cerchi questo tipo di eroe per riscattarsi dei torti subiti da 150 anni.
Sono convinto che la storia di un uomo come Voi possa contrastare l’infamia di tutti i piemontesi(e non a caso nella nostra storia) mandati in Sicilia a contrastare il fenomeno della mafia e per garantire intatto il marcio e inquinato capitalismo del nord.
Vivo da oltre un anno una storia diversa e opposta alla sua, ma non meno grave e tragica, e come Voi non mi arrenderò a quest’infamia.
Molte delle mie valutazioni le ho maturate seguendo le sue vicende fin dall’inizio della sua storia e tengo molto a dirle che la stimo moltissimo.

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