La lettera, secondo l’amico Enzo Amato, è lo sfogo naturale di una persona che ha perso la propria moglie. Una lettera forte, pesante ma allo stesso tempo schietta, chiara e indirizzata all’assessore alla Sanità siciliana. Noi riteniamo che sia una vera e propria denuncia dell’inefficienza del sistema sanitario siciliano. Pubblichiamo integralmente la lettera di Pino Giacalone, e ne condividiamo le considerazioni. Una lettera che ci conferma che le nostre inchieste sulla sanità debbono continuare contro il muro di silenzio “assoggettato” che si è alzato.
Lombardo e Russo si vantano di aver evitato il commissariamento della sanità siciliana, non dicono, forse poco informati, dei danni che i tagli indiscriminati hanno prodotto al sistema già malato della sanità siciliana. E dopo la sanità con l’(af)fondazione CRI/Regione per “(non) gestire il servizio di emergenza del 118 in gestione alla SISE (ente a partecipazione totale CRI) già chiacchierato e sotto accusa anche per l’elevato numero di addetti e di mezzi (quadruplo rispetto alla Regione Lombardia che vanta nove milioni di cittadini conto i cinque della Sicilia) pensata da Russo e probabilmente, anche i l servizio di emergenza subirà un ulteriore decremento di qualità, non tanto di quantità. Ci saranno molti affetti e molti mezzi e strutture ma si prevede tanta disorganizzazione e i soliti sprechi clientelari.
“Egregio, assessore (*) Massimo Russo,
Dio, la casa di cura “La Maddalena” di Palermo, e forse anche Lei, ha contribuito alla scomparsa della nostra amatissima ed adorabile Laura (Barraco).
La Sanità in Sicilia è nel caos, i tagli fatti hanno penalizzato maggiormente la povera gente e soprattutto i malati oncologici.
Le case di cura, come “La Maddalena”, ricevono adesso meno denaro e, di conseguenza, si sono organizzati a discapito dei malati . Se prima le cure avvenivano in ricovero e fatte meticolosamente, adesso, per risparmiare, vanno effettuate in day hospital e in modo molto approssimativo.
Tutto ciò è avvenuto dal suo avvento. In cinque anni di lotta e sofferenza ho sopportato di tutto, ma gli ultimi sette mesi, è successo un cambiamento in negativo e i pazienti sono diventati numeri e non più persone.
Laura (mia moglie), in cinque anni, è stata seguita, in maniera attenta e paziente, dalla dott.ssa Taormina. Al 28 dicembre 2008 la malattia era sotto controllo e tutto faceva presagire che la vita di Laura potesse continuare ancora per alcuni anni.
Ora, se è stato per i tagli da lei fatti, o per altri motivi, non lo so. So soltanto che con l’allontanamento del dott. Marrazzo e della dott.ssa Taormina, i pazienti da loro seguiti, inspiegabilmente, sono stati abbandonati al loro destino.
Secondo una mia ipotesi, sapendo di andar via, per ripicca, si sono lasciati andare e poco interesse hanno nutrito per i loro assistiti.
Prima a “La Maddalena” c’era un equipe che si occupava dei malati oncologici; ognuno di loro seguiva un determinato numero di pazienti e per i controlli, li ricevevano nei loro ambulatori privati con somme di denaro da pagare. Ora, tutto è passato in mano al dott. Gebbia.
I pazienti, in numero esagerato, devono essere seguiti da lui e le somme che si pagano, per i controlli, vanno direttamente alla struttura.
Ecco, secondo me, come recuperano somme di denaro da Lei tagliate. Una persona sola non può seguire tanti malati oncologici, a meno che non sia parente o figlio di Dio.
Il risparmio lo ottengono, sempre secondo me, con le pillole a casa, che non sempre hanno dato risultati positivi. Poi si sono allungati i tempi di attesa per un emocromo, non si effettuano, come prima, elettrocardiogrammi, si appesantisce enormemente anche la sofferenza psichica dei pazienti.
Tutto è diventato come una catena di montaggio di una qualsiasi industria. Anzi, dico di più, di uno degli investimenti più lucrosi del millennio.
Penso anche, e spero di sbagliarmi, che l’acquisto dei medicinali sia imposto dalle multinazionali e che le cliniche, adesso per risparmiare, comprino quelli meno costosi a discapito della salute dei pazienti.
Mi permetto, in maniera terra-terra e da uomo comune e della strada, di suggerirgli come risparmiare e fare i tagli alla Sanità. Ogni giorno i giornali riportano articoli sulla Sanità siciliana: tagli qua, tagli là; ospedali che si ribellano, posti che diminuiscono, guerre per la nomina dei manager… Non ho capito a cosa servono i manager?
Tutti i dirigenti, impiegati all’assessorato alla Sanità cosa fanno? Eliminiamo i manager e risparmiamo ingenti somme di denaro. A che cosa servono le commissioni ASL per esaminare le invalidità civili, per le 104, ecc..?
Queste commissioni sono costituiti come dicono, dagli stesi medici, da decenni. Dice il popolo che, alcune volte, favoriscono qualcuno sano a discapito di qualche altro veramente ammalato. Eliminiamoli e risparmiamo altre somme di denaro.
Basterebbe la documentazione rilasciata da strutture Pubbliche o convenzionate per stabilire l’invalidità civile, 104, ecc.. e presentarle direttamente al Prefetto. Nessuno mai ha verificato i possedimenti di costoro prima e dopo essere stati nominati in tali commissioni?
Nessuno mai ha verificato quanti galoppini girano attorno a questi? Nessuno mai ha verificato, come prendono i voti alcuni consiglieri comunali, provinciali, onorevoli?
Come mai quasi tutti i medici candidati riescono a farsi eleggere? Come mai alcuni sindacalisti vengono eletti? Come mai alcuni impiegati di ASL vengono eletti? Tutto fa presagire che favoriscono qualcuno: amici, amici degli amici… Eliminiamo, ripeto, tali commissioni che gravano sul bilancio sanitario e non servono a niente, anzi servono ad ingrassarsi di denaro e prendere voti.
Perchè non propone che i medici, in quanto professionisti seri e adibiti alla salute dei cittadini, non possono candidarsi in quanto c’è il conflitto d’interesse? (vedi Berlusconi).
Perché non si fa un controllo serio e sistematico sulle fatture non rilasciate da specialisti vari? Si potrebbero reperire somme di denaro da rinvestire in Sanità.
Come fanno a comprare ville, macchine lussuose, barche… se dichiarano somme simili a quelli di un semplice impiegato? Inoltre la burocrazia in questi tristi e sofferenti cinque anni ha pesato enormemente su di noi come su tutti i malati, non solo oncologici.
L’umiliazione subita durante le visite per ottenere l’invalidità e altro, ha contribuito a rendere tutto più difficile. Niente si è fatto finora per alleviare sia economicamente che mentalmente la grande sofferenza degli ammalati oncologici.
E’ il male del secolo e tutti, direttamente o indirettamente, saremo coinvolti secondo il mio modesto parere.
Speravo che la Sua persona, divenuto assessore alla Sanità, apportasse delle novità positive. Fino adesso sono rimasto deluso e contemporaneamente incavolato per quello che ho subito. Forse non si rende conto, spero sia in buona fede, che con i suoi tagli, ha penalizzato chi soffre e che spera di vivere gli ultimi anni, mesi ,giorni della propria vita serenamente.
E’ difficile convivere con la morte sapendo che da un momento all’altro te ne vai e lasci i tuoi cari nella totale disperazione.
La prego di prendere in futuro provvedimenti per alleviare la sofferenza e fare andare tutti in Paradiso con serenità”.
Pino Giacalone
Nota (*) ci siamo permessi di “togliere” l’aggettivo onorevole prima di quello di assessore in quanto nell’ordinamento italiano non esiste alcuna “carica” istituzionale” o titolo onorifico onorevole.
L’assessore Russo, magistrato, è certamente un degna persona, ma non ha alcuna carica o titolo di onorevole …
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