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TAORMINA. Simbolo … di che cosa ?

[1]Se si parla di ‘Sicilia’ ad un non-siciliano che non vi abbia mai messo piede, le cose che verranno in mente a quest’ultimo, molto probabilmente, saranno: 1) mafia; 2) cannolo e cassata; 3) coppola; 4) ‘friscalettu’ e ‘Vitti na crozza’; 5) Taormina. Tutti appaiono, allo stesso modo, dei luoghi comuni che riducono inevitabilmente un trinangolo di terra circondato dal mare, costituente anche la regione più grande d’Italia e dalle vicissitudini storiche più complesse del mondo, ad un’isoletta emarginata su cui c’è poco da sapere e da conoscere, da sempre in uno stato di arretratezza antropologica e sociologica. Questa è, nostro malgrado, l’immagine della Sicilia nel mondo, e per questo dobbiamo ringraziare i vari Ford Coppola, i vari direttori dei telegiornali e delle tv, oltre che i media in generale; ed ancora la scuola, che continua a sminuire e a relegare la Sicilia in un angolo buio e dimenticato del panorama storico europeo e mondiale, come non fosse importante che in Sicilia sia sorto il primo parlamento europeo, nel XII secolo, o che sia nata proprio in Sicilia l’esempio più alto di democrazia in periodo risorgimentale, con la costituzione del 1848; infine la colpa di tutto ciò non può che essere attribuita anche proprio a noi siciliani, cha abbiamo permesso senza quasi batter ciglio che tutto ciò avesse luogo.

Questa breve premessa serve ad introdurre alcune impressioni avute tramite una visita serale alla cittadina siciliana forse più famosa nel panorama mondano mondiale e, come detto, tra i luoghi comuni che riguardano la Sicilia. Chi viene a Taormina da fuori la Sicilia, avendone sempre sentito parlare come di una città simbolo siciliana, disegna nella propria mente l’immagine totalizzante di ciò che è un solo aspetto di una realtà ben più complessa e non conoscibile nemmeno dai siciliani stessi nella sua totalità. Taormina è, questo sì, l’immagine simbolo di una Sicilia ‘bene’ che ostenta opulentemente qualcosa che non c’è, e che di conseguenza ‘colora’ fenomeni tragici, come quello mafioso, di semplice folklorismo. Viene in mente quell’episodio del film ‘Via col vento’ in cui Rosella O‘Hara, pur di apparire elegante anche in un periodo di estrema indigenza come quello della guerra di secessione, realizza un vestito dalle eleganti fattezze con una tenda. Così, a Taormina, è addirittura proibito girare in costume da bagno per le vie del centro abitato, come è vietato mangiare un panino per le sue strade: i manifesti appesi nei bar e nei locali parlano chiaro. Ma questo è solo un piccolissimo esempio.
Dunque, cos’è Taormina, se non un paesino come tanti altri (di certo molto bello, ma forse anche meno bello di tanti altri ancora) vestito di una bella tenda? Beninteso: non vi è nulla che noi pensiamo sia negativo nelle attività commerciali e nel lavoro che comunque a Taormina può essere svolto proprio per il suo essere una cittadina con questo tipo di nomina. Ciò che ci piacerebbe sfatare, ovviamente entro le nostre tenui capacità, è il mito di un simbolo che rappresenta ciò che non potrebbe: la Sicilia. Chi viene a Taormina e crede di essere stato in Sicilia ‘tout court’ si sbaglia, e di grosso. Chiedete ad una di queste persone se ha, per caso, visitato uno dei centri abitati distanti solo pochi chilometri da Taormina; chiedetele se ha parlato con la gente del luogo, se ha visto ciò che faceva, come lo faceva e perché; chiedetele se si è seduta a tavola con loro ed ha condiviso il pane portato a casa dopo una giornata di lavoro sotto il sole cocente o sotto una pioggia battente; chiedetele se ha mai visitato dei monumenti di cui ha seguito le indicazioni stradali sul momento, senza che ne avesse mai sentito parlare prima; chiedetele se ha mai guardato negli occhi chi s’è visto ammazzare il figlio perché sapeva troppo su certi affari… Chiedetelo, e forse avrete in cambio solo un sorriso imbarazzato di chi non capisce ciò che volete dire. Ci fermiamo qui con gli esempi, ma è ovvio che si potrebbe non finire più.
La riduzione della complessità è un fenomeno puramente umano, senza il quale l’uomo non potrebbe neppure vivere la propria esperienza culturale. Tuttavia, se possiamo permetterci una battuta ‘amara’ in tema, crediamo che ridurre una complessità come quella storico-sociale e culturale siciliana a ‘Taormina’ sia veramente eccessivo. Tale appello è ovviamente rivolto a chi fin’ora ha creduto il contrario.

By Sileliotes