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Agricoltura. Dal presidio di Bari, le richieste degli agricoltori meridionali al governo nazionale

I rappresentanti delle vertenze degli agricoltori e degli allevatori del Mezzogiorno d’Italia per contrastare la crisi delle aziende produttive ridotte, dopo aver realizzato investimenti garantiti dai patrimoni di lavoro di generazioni famigliari, all’indebitamento più pesante per la mancanza di reddito, svendute dalle scelte dipolitica agricola alla rapina delle banche, di speculatori e multinazionali;

riaffermano il diritto al futuro per il patrimonio di lavoro e saperi che ha garantito fin qui la tenuta sociale e produttiva dei territori rurali e di tutto il Paese, oggi compromesso da una crisi che colpisce il lavoro, l’azienda agricola, l’ambiente ed i cittadini mentre consente a speculatori commerciali, multinazionali e lobbies finanziarie di ingrassare ogni giorno di più;

decidono  di non assistere inermi al massacro sociale che sta stravolgendo le campagne italiane in cui stanno chiudendo il 40% delle nostre aziende agrozootecniche e che, nel Sud, sta superando ogni limite di guardia fino a diventare un rischio incombente per la convivenza civile e pacifica;

rifiutano l’idea di un’Italia e un’Europa solo come mercato di consumo di prodotti agroalimentari senza il lavoro dei loro agricoltori ed allevatori, sempre più espulso dalle campagne e che avversiamo la logica dei supermercati pieni di un cibo senza qualità, con poca sicurezza e senza alcun legame con il territorio che finisce per costare ai cittadini sempre di più mentre agli agricoltori è pagato sempre di meno;

prendendo atto che nell’ultimo anno la crisi nelle campagne italiane ed in particolare del Mezzogiorno si è aggravata senza che se ne veda soluzione o prospettive capaci di invertirla e che alle molte promesse fatte e disponibilità accordate dalle Istituzioni e dalla politica non sia seguito fin qui alcun provvedimento, manifestandosi, al contrario, il rischio di restringimento di ulteriori risorse e strumenti.

Per riconquistare la dignità ed il reddito delle aziende agricole meridionali chiedono :

 Che venga dichiarata dal Governo la crisi socioeconomica delle aziende agricole nelle campagne italiane

per assumere provvedimenti straordinari anche in deroga alle regole comunitarie

 Che venga istituita una unità di crisi per l’agricoltura formata, dai Ministri all’Agricoltura, all’Economia, al

Lavoro, all’Interno, dalla Conferenza Stato Regioni e dai rappresentanti degli Enti Locali

 Che si ridiscutano e si riaprano i termini della ristrutturazione e modalità della soluzione per i contenziosi ed i pregressi INPS in modo da consentire a tutti la fuoriuscita dalle pendenze e non solo alle banche di speculare

 Che si metta mano alla riforma dell’INPS in agricoltura, sempre promessa e mai realizzata, in modo da

realizzare il riallineamento alle condizioni della media degli altri Paesi Europei con economie agricole concorrenti.

 Che il Parlamento stanzi urgentemente, come sta accadendo in altri Paesi Europei, risorse finanziarie aggiuntive (per es. sulla prossima legge finanziaria) per sostenere il mancato reddito delle aziende agricole e zootecniche che sta determinando forte indebitamento e rischio di chiusura.

 Che si realizzi un piano urgente di tutela e rilancio delle produzioni mediterranee con l’obiettivo di restituire reddito alle aziende, diritti e salario giusto ai lavoratori, prezzo, sicurezza alimentare ed accesso ai cittadini; è il tempo di rimettere mano ad una forte e complessiva azione di Riforma per rimettere al centro delle scelte di Politica Agricola il diritto democratico delle popolazioni di garantirsi un’agricoltura dalla funzione sociale equa e di scegliere chi, cosa e per chi deve produrre il cibo come prima condizione per realizzare la Sovranità Alimentare. È il tempo di rimettere al centro del rilancio del Mezzogiorno, il rilancio della sua agricoltura. Si convochi nel più breve tempo possibile una Conferenza Agraria Nazionale per rilanciare la funzione produttiva delle aziende italiane ed in particolare della nostra agricoltura mediterranea e si invertano i processi devastanti che le colpiscono

 Che si dichiari la Moratoria di tutte le esecuzioni in danno delle aziende agricole per il tempo utile a risolvere la crisi e nelle more dei tempi necessari a varare un piano di rilancio dell’agricoltura mediterranea italiana