Lombardo si preoccupa del dopo Berlusconi, si agita fa riunioni convulse prende le dovute distanze da tutti, ma come si vede fa tutto tranne che amministrare la Regione che è il motivo per cui è stato eletto e per il mandato ricevuto dagli elettori. Si è una caratteristica peculiare del Presidente Lombardo, quella di paralizzare l’attività amministrativa per poi dialogare con tutti e scambiare freneticamente i posti di sottogoverno. Il Presidente Lombardo sta adoperandosi per eliminare una buona parte dell’UDC, per impossessarsi di buone posizioni di potere, allargare il proprio dominio, si perché la sua preoccupazione è solo quella di dominare un po’ tutti. E il popolo Siciliano? Ma che illusione cosa sono i Siciliani se non merce di scambio elettorale che per un semplice dialogo possono venire coinvolti! Cutrona del MPFE è alquanto sorpreso ma soprattutto preoccupato del modo di agire del Presidente Lombardo che con il suo comportamento si può annoverare come il peggiore Presidente che abbia avuto la Regione Siciliana. In Sicilia non c’è sviluppo, non c’è lavoro, non si fa nulla per incrementare il lavoro, anzi è tutto fermo, tranne che per gli amici che sono propensi al suo movimento, si preoccupa di visitare stabilimenti di imprenditori a lui vicini, altro che Presidente dei Siciliani, può essere definito il Presidente di alcuni siciliani! Allora cosa fare? Egli si preoccupa del dopo Berlusconi! Come se fosse eterno! Allora è bene pensare in modo serio al dopo Lombardo, ed è compito di tutti i Siciliani, proporre le sue dimissioni da Presidente della Regione Siciliana. Un Presidente che si comporta in modo trasversale nelle alleanze, che fa accordi con tutti che mette in giunta, anche uomini di area PD significa che è un Presidente che utilizza la politica affaristicamente, violando il principio della delega elettorale. In Sicilia vi è sempre stato un modo di fare politica che è stato consociativo, in cui anche l’opposizione ha partecipato alla gestione delle cose regionali, lo dimostra in modo molto palese il comportamento tenuto di tutta la sinistra nel corso degli anni. Ma qui adesso ci sono gli interessi legittimi dei Siciliani, qui si gioca con il lavoro dei cittadini, che stanno pagando un prezzo altissimo. Il Presidente Lombardo si preoccupa invece di finanziare a danno dei cittadini, migliaia di Enti associazioni fondazioni che prendono i soldi dei cittadini per scopi vari, vi sono anche i patronati tra questi Enti ( v. G.U.R.S. n. 40 del 28.08.2009), per un totale di 78.395.000,00 Euro, non è clientelismo? E’ una contraddizione con le sue stesse dichiarazioni che così recita: “Basta clientele, andrò avanti”, ed ancora, “Non si può più andare avanti così. Serve una rivoluzione che riporti la Sicilia alla normalità. C’è un eccesso di personale in tutti i campi”.
“Preferisco correre il rischio di perdere consenso che continuare a fare danno a questa terra. Io credo che i siciliani siano maturi, il processo è avviato”.
Però elargisce un sacco di miliardi in associazioni, patronati, fondazioni ecc. Allora il Presidente Lombardo fa dichiarazioni che sono solo illusorie per acquisire consenso è un Presidente che alimenta il clientelismo e non risolve il problema del lavoro della Sicilia. La soluzione a questo problema c’è ed è quello di dare la parola ai cittadini siciliani con il ritorno alle urne per scegliere il nuovo Presidente, quindi pensiamo seriamente al dopo Lombardo. Il MPFE si attiverà per una politica di occupazione e sviluppo, visto che il Presidente Lombardo invece di amministrare, si occupa di proclami, di organizzazione di nuovi partiti e di elargire fondi alle sue clientele, di finanziare i suoi amici che lo hanno sostenuto in campagna elettorale, compreso l’appoggio di una certa stampa che favorisce in modo palese per appoggi incondizionati.
Allora è meglio cambiare il Presidente Lombardo, che sta dimostrando, essere il peggiore Presidente che la Regione Siciliana abbia mai avuto! L’appuntamento è per tutti i Siciliani, tranne che per accordi diversi e nazionali, per la primavera del 2011.
Commenti






