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EOLICO a Licata. Ancora un NO all’Enel e al socio Moncada. La Sovraintendenza “non autorizza”

[1]Stop al mega progetto ENEL/Moncada di realizzare lungo la costa agrigentina  uno dei primi campi eolici off-shore del Mediterraneo per la produzione di energia. Il progetto di ENEL che detiene il  57 per cento della proprietà mentre il rimanente 43 è in mano a Moncada Costruzioni di Agrigento (che detiene il rimanente 43 per cento).

Secondo l’ENEL, il parco eolico marino italiano sarebbe invisibile dalla terraferma e dovrebbe essere installato ad una distanza minima di 3 miglia dalla costa, tra i comuni di Licata, Butera e Gela (Caltanissetta).

115 pali di grande dimensioni e un affare di qualche miliardo di euro con enormi ricavi per i costruttori mentre la popolazione si ritroverebbe un “parco” inutile che inquina l’ambiente costiero.

E’ notizia di oggi che la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta ha emesso l’ennesimo parere negativo alla realizzazione di questo impianto eufemisticamente chiamato “parco”.

Ne ha dato notizia il Presidente del Consiglio Comunale di Licata Antonio Vincenti comunica di aver appreso, nella giornata di ieri, dell’ennesimo parere negativo in merito alla realizzazione del Parco Eolico Offshore.

Licata è in prima linea per contrastare la realizzazione di questo obbrobrio e questo parere negativo gratifica l’impegno dell’amministrazione e del Consiglio Comunale di Licata.

Questo no dovrebbe suonare come “campanello” d’allarme al governo della Regione Siciliana e ripensare il piano energetico senza pre-condizionamenti e soprattutto ripensarlo nell’interesse generale dei siciliani e della Sicilia.

E’ auspicabile che le lobby del profitto non trovino sponde politiche ed istituzionali per grandi ricavi a danno della collettività siciliana.