“Mamma mia dammi 100 lire che in America voglio andar”. Ricorderete tutti questo celebre motivetto che cantava i desideri di giovani pieni di speranza ,che sognavano di cambiar vita trasferendosi nella terra promessa: l’America.
Oggi,tanti decenni dopo,i giovani non chiedono più a mammà qualche soldino per andar a cercare fortuna in un paese lontano.
I “bamboccioni” di casa nostra hanno abbandonato ormai certe idee…la crisi è ovunque,si sa!
Molti di loro saranno anche dei fannulloni,aggrappati al grembiule della mamma fino all’età adulta,ma ci sono tanti altri giovani che hanno voglia di studiare e di farsi avanti nella vita.
I sacrifici non mancano. Lo sanno gli studenti stessi,lo sanno i professori e…lo sanno anche i genitori,che affrontano le spese universitarie dei figli.
Chissà come reagiranno,allora, quando apprenderanno l’ennesima sconcertante news che riguarda l’ateneo palermitano.
E’ notizia di qualche giorno fa quella che annuncia una vera e propria rivoluzione nell’accesso alla cittadella universitaria palermitana,sita in viale delle scienze.
Il Rettore di Palermo, da buon politico e da buon ex assessore alla sanità, nella logica che l’ente pubblico siciliano non ha responsabilità sulle entrate e conseguentemente sulle uscite, per risanare le casse universitarie e mantenere in piedi la disorganizzazione universitaria palermitana dopo il taglio ai finanziamenti operato dallo stato per “non aver raggiunto” livelli di “normalità”, si inventa “imprenditore”.
E così che viene deciso di istituita un balzello universitario extra “denominato” onere per parcheggio a pagamento.
Dal 21 settembre, per accedere alla Cittadiella universitaria lo studente dovrà pagare per l’ingresso. Ma l’anomalia e la beffa lagalliana si manifesta nella pensata di far pagare non solo una tassa per l’ingresso, che tutto sommato potrebbe starci, ma una tariffa orario di un euro per le auto e 50 c. moto.
Fatti i debiti conti, lo studente che vorrà seguire presso le facoltà presenti nel complesso della cittadella, dovranno prevedere almeno 5 euro giorno da devolvere come parcheggio alle casse universitarie.
Che l’operazione sia solo un escamotage per incassare soldi e quindi fare cassa sulle spalle dell’utenza, è chiaramente dimostrata dal fatto che sono previsti abbonamenti per personale docente. 45 euro per gli studenti, 50 per borsisti e dottorandi e 80 euro per i docenti di ruolo.
E se tutto ciò non bastasse, è stato dichiarato che i prezzi degli abbonamenti aumenteranno nell’arco dei prossimi quattro anni.
L’ATI che si è aggiudicata l’appalto garantirà il controllo dell’accesso mediante servizio di video sorveglianza, emissione ticket, ed effettuare il servizio di navetta con le sedi distaccate delle varie facoltà.
L’iniziativa dell’Università è una vera e propria beffa per gli studenti che di contro non ricevono, è cosa accertata dallo stato oltre che dalle classifiche annuali, servizi adeguati.
E se fosse solo la mancanza di servizi si potrebbe dire che tutto è Sicilia ma per mantenere in piedi le baronie si tassa lo studente al quale no si garantisce neanche un insegnamento adeguato.
E’ cosi che il nuovo rettore punta a «a ridurre i costi e migliorare i servizi agli studenti».
Ma alla fine di tutto, il Rettore La Galla, pagherà il ticket per il parcheggio della sua auto blu?
E se pagherà, saranno costi di gestione per l’università oppure pagherà di tasca propria?
s.b.
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Questa gente non sa cos’è la vergogna, infatti, non hanno rossore. La cosa che mi fa più inc…zare è che il popolo siciliano sembra morfinizzato.