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Così disse Massimo Russo, al secolo assessore alla sanità regionale

[1]La new age sanitaria. Parola di Russo : “..Nel più breve tempo possibile dovremo procedere alla fase degli accorpamenti, migliorando i servizi territoriali, offrendo ai cittadini più servizi e più qualità, eliminando sprechi e privilegi, abbattendo le liste d’attesa, potenziando i pronto soccorso e la rete dell’emergenza urgenza del 118, e occupandoci perfino di quello che nella legge viene definito il decoro ambientale. I cittadini dovranno trovare strutture accoglienti, medici preparati e disponibili, non dovranno più sobbarcarsi lunghi viaggi per trovare i servizi che gli spettano all’interno dei propri territori. Più in generale, dovremo pian piano ricreare quel clima di fiducia nei confronti della sanità siciliana che si è progressivamente perso negli ultimi anni”. 

Dopo i risparmi sulle prestazioni, dopo le nomine politiche dei manager che a loro volta dovranno nominare al manager per i distretti, senza un progetto “infrastrutturale” e di riorganizzazione della macchina sanitaria, Massimo Russo, magistrato e ora assessore alla sanità della Regione Siciliana, emula i profeti. 

Parla di strutture accoglienti, con le stesse fatiscenti, salvo poche eccezioni, strutture sanitarie siciliane, e medici preparati e disponibili  partendo dall’organico attuale …

 Dalla realtà della magistratura che secondo il diritto dovrebbe basarsi su prove e fatti certi, Russo, passato alla politica, sembra aver rapidamente imparato l’arte della politica delle “promesse … politiche”.