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Mazzarino. Russo chiarisce ma restano dubbi

[1]Nessuna inefficienza all´ospedale di Mazzarino né al 118 per la morte di Filippo Li Gambi in giovane deceduto dopo un incidente stradale a Mazzarino. Questo è quanto dichiara l’assessorato regionale alla sanità.  Secondo Russo la sala operatoria del Santo Stefano di Mazzarino era funzionante, il chirurgo è regolarmente intervenuto e i suoi colleghi medici hanno avuto un corretto approccio metodologico, quello cioè di stabilizzare il paziente e trasferirlo nel più vicino ospedale attrezzato per le emergenze di terzo livello.

Subito dopo però  sembra smentirsi perché assicura che «Intraprenderemo tutte le iniziative possibili non solo per perseguire la responsabilità al livello che ci compete, ma anche per impedire che quello che è accaduto possa ripetersi in futuro».

Ma se tutto si è svolto regolarmente come ricostruito dall’assessorato a beneficio dei giornali , quale necessità di “continuare” l’inchiesta e perseguire le responsabilità ma anche per impedire che ciò possa accadere in futuro?

Con la sua dichiarazione Russo farebbe intendere che qualcosa non abbia funzionato e forse la prima cosa potrebbe essere quella che al personale del 118 che è intervenuto non sarebbe stata data una giusta indicazione su dove trasportare il ferito in relazione alla gravità. Perché a questo punto se a Mazzarino non erano “attrezzati” per le emergenze perché all’ambulanza non è stata data l’indicazione di recarsi direttamente a Caltanissetta?.

Russo afferma che il ferito, una volta stabilizzato,  è stato trasportato nel più vicino ospedale attrezzato per le emergenze di terzo livello.  Ma non esistono ospedali attrezzati per le “emergenze” di terzo livello perché il terzo livello nella sanità indica  l’assistenza ospedaliera nel suo complesso con le “attività d’urgenza-emergenza” , cioè i pronto soccorso…

Almeno questo è quello che prevede la legge n. 16 del 28 novembre del 2008, recante le misure straordinarie di razionalizzazione e riqualificazione del sistema sanitario regionale per il rientro dal disavanzo.

“Riorganizzazione e riqualificazione delle aziende  ospedaliere in ospedali di primo, secondo e terzo livello (gli ospedali di primo livello assicureranno il primo soccorso e una diagnostica di base, oltre a prestazioni in elezione programmata; quelli di secondo livello erogheranno prestazioni caratterizzate da una maggiore intensità di cura rispetto a quelle di primo livello. Gli ospedali di terzo livello assicureranno le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza tra cui cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale….