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Sale operatorie chiuse per ferie. Lombardo sa di cosa parla?

[1]E’ incredibile la dichiarazione rilasciata dal Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, a proposito dell’incredibile episodio di “mala politica sanitaria” che si è evidenziato ancora una volta in Sicilia e secondo cui  “Un sistema sanitario in cui le sale operatorie chiudono per ferie, deve essere smontato e rimontato daccapo  …  faremo di tutto per identificare e perseguire duramente responsabili e responsabilità.”

Il commento del presidente sugli ultimi episodi “negativi” della sanità” siciliana voluta dall’assessore Russo e dallo stesso presidente, lascia allibiti. 

Anziché fare un legge che alla fine di tutto, eccetto alcuni aspetti marginali di gestione, ha previsto solo tagli indiscriminati ai servizi ed alle prestazioni (ricordiamo il caso di Marsala dove il reparto oncologico è chiuso per … pensionamento dello specialista e quello di Ragusa dove una “direttiva” di Russo ha lasciato senza assistenza sanitaria domiciliare oltre 2000 anziani, mentre, sempre per scelta di Russo si sta preparando un altro colpo all’organizzazione sanitaria di emergenza con l’incredibile decisione di assegnare ad un (af)fondazione CRI/Regione il servizio del 118 … che assorbirà nel complesso mondo dei regionali circa 3500 addetti (!) lasciando intatto il sistema sanitario siciliano  malato, infarcito da baronie, disorganizzazione e sprechi.

Hanno detto di aver diminuito i manager ma con l’escamotage dei Distretti sono “aumentati” e, cosa incredibile, per ogni AP tre superburocrati quando uno sarebbe già troppo considerato che esiste una burocrazia in ogni AP con tanto di dirigenti e funzionari di alto livello, da fare invidia anche ad un ministero.

Si chiudono i reparti e si lasciano ospedali e strutture  perifiche  senza personale per l’impossibilità di assumere che dovrebbero invece essere  attenzonate in modo maggiore proprio per la loro “distanza” dai grandi centri, perché c’è spreco di personale in strutture ad alta densità “feudale” (Palermo e Catania in prima fila)  che impedisce di “assumere”.

Si chiudono reparti per …pensionamenti, per ferie e per mancato rinnovo dei contratti e Lombardo sembra distante anni luce dal problema perché afferma ” l’obiettivo della recente riforma sanitaria è quello di limitare gli sprechi, tagliando i servizi inutili e destinare risorse umane e finanziarie al potenziamento dei servizi  essenziali.”

Lavorerà sui numeri, intorno al tavolo, senza conoscere, anche per la sua posizione privilegiata di appartenente alla casta, i problemi che gli operatori del settore e i cittadini quotidianamente affrontano proprio a causa di una politica sanitaria dissennata ed inconcludente.

Fino ad oggi ha solo tagliato i finanziamenti che come ricaduta hanno prodotto una severa diminuizione dei servizi e delle prestazioni e in generale, una caduta a picco della qualità dell’assistenza sanitaria regionale.

Ma Lombrado oltre non rendersi conto (o non voler rendersi conto) della situazione, sembra prendere in giro i cittadini affermando ”  …. non permetteremo a nessuno di giocare con la salute o, peggio, con la vita dei malati.”

Ma fino adesso il governo regionale cosa ha fatto oltre ai tagli e alla nomina “partitocratica dei nuovi 54 manager che nomineranno a loro volta altrettanti manager? 

Tutto va bene perché alla sanità il presidente ha incaricato un magistrato ?

Assegnare a magistrati, o a parenti di magistrati, ruoli politici sembra essere divenuto un sistema per garantirsi in ogni caso “l’assoluzione”  per gli abbagli politici che quotidianamente la casta regionale prende.

Invitiamo ancora una volta il Presidente della Regione Siciliana a voler “testare” con mano il disastro sanitario che si è aggravato con l’intervento di Russo. Invitiamo Lombardo a venire con noi in giro per l’Isola (in incognito) e dopo, forse, potrà parlare e plaudire alla (non)riforma Russo.