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Agrigento. Un atto vandalico divenuto la solita “intimidazione mafiosa”

[1]Siamo arrivati al paradosso e alla paranoia. Continuiamo a leggere di “vili atti intimidatori” diretti a questo o a quel politico “siciliano”. Sembra un copione scritto. Accade un fatto insignificante come spesso ne accadono in tutto il mondo,  ed ecco, per il solo fatto che accadono in Sicilia, si “spara” la notizia di atti vili e criminali nei confronti del politico di turno.

Due giorni fa è accaduto che un gruppo di teppisti ha compiuto un atto vandalico nella scuola elementare del terzo Circolo Didattico Vincenzo Greco a Licata. Una notizia come tante altre. Di atti vandalici nelle scuole se ne contano a centinaia in un anno ma questo è particolare.

La reggente del plesso è nientemeno che la moglie del Presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio Orsi, insegnante alla scuola materna Don Milani, oggetto anche questa di un “raid vandalico” qualche tempo fa .

Da qui la notizia di “vili atti intimidatori” e le forti dichiarazioni del Presidente della Provincia che senza pensarci su ha stabilito che si tratta di intimidazioni diretti a lui ed alla sua famiglia. Dichiarazioni che riteniamo non opportunamente “soppesate” e che dovrebbero far riflettere sulla situazione “drogata” che si respira in Sicilia.

Si parla di fatti criminali gravissimi che non hanno precedenti e sui quali bisogna riflettere e “a questo punto – dichiara Orsi – sono seriamente preoccupato per la mia famiglia. Dobbiamo vederci chiaro. Ho parlato con il questore. Aspetto di parlare pure con il prefetto e avviserò anche il ministro Alfano. Per quanto mi riguarda con la giunta che presiedo andremo avanti sulla strada della legalità e della trasparenza che abbiamo intrapreso con risultati concreti”.

Ma la cosa che più inquieta è il tam tam politico e le dichiarazioni di “solidarietà” ed attestazioni di stima che da più parti si sono manifestate.

Da Palermo “tuona Raffaele Lombardo che dichiara alla stampa:  “A D’Orsi va assicurato tutto il sostegno necessario perché possa continuare a tenere duro sulla linea della fermezza e del rigore. Come ha sempre dimostrato, anche in questa occasione saprà opporre un argine a ogni tipo di indebita pressione”.

Da Roma il Ministro Alfano fa sapere che ha avuto un lunga e cordiale telefonata con Orsi al quale ha espresso ovviamente la sua solidarietà “per i vili atti intimidatori che hanno colpito D’Orsi e la sua famiglia”. 

Alfano, conclude la nota ministeriale, condanna le pesanti intimidazioni subite da Eugenio D’Orsi, certo che proseguirà il suo impegno con la passione e la determinazione di sempre e ribadisce  la sua vicinanza al presidente della Provincia di Agrigento e auspica che i responsabili vengano individuati al più presto ed assicurati alla giustizia.

Non un dubbio, non un tentennamento. Si è trattato di un “vile atto intimidatorio” e quando, come spesso succede, si scoprirà che si è trattato di un semplice seppur grave socialmente atto vandalico, tutti zitti.

Rimarranno indelebili negli articoli di stampa “il vile atto” e gli attesati di stima … a futura memoria.   

E’ strano. Quando un politico viene accusato o addirittura condannato per fatti di mafia (vedi il senatore Dell’Utri) vige il principio di “innocenza” fino a sentenza definitiva. Ma anche in caso di sentenza passata in giudicato il politico rimane “un persona perbene”.

Quando invece succede un banale atto vandalico che coinvolge o sfiora un politico, si “sentenzia” in modo definitivo che si tratta di “vile atto intimidatorio”.

Sembra quasi il gioco degli specchi …

A nessuno passa per la testa che così si danneggia la Sicilia?