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Niente giustizia per Gay Tachè. Osama Abdel Al Zomar, terrorista libico, non sarà estradato

[1]Fra pochi giorni il presidente del consiglio dei ministri del governo italiano si recherà a far visita all’amico Gheddafi. Siederà alla destra del colonnello sotto la famosa tenda beduina, assaggerà datteri e fumerà il narghilè mentre le Frecce Tricolori “omaggeranno” l’ospite delle loro acrobazie, i cui costi saranno rigorosamente “italiani”.

Firmerà accordi che non saranno mantenuti da Gheddafi ed impegnerà l’Italia in pesanti pagamenti per l’interesse della nazione italiana che si potrebbe tradurre in pochi nomi: SNAM, ENI, ENEL, IMPREGILO, FIAT ect.

I due "amici" [2]

I due "amici"

E mentre succede tutto ciò arriva puntuale l’ennesimo schiaffo libico all’Italia berlusocniana, la Libia non estraderà Osama Abdel Al Zomar, uno dei terroristi dell’attentato del 1982 alla Sinagoga di Roma.

Decisione livbica conferma dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un’intervista a Sky Tg 24. 

Come si ricorderà, nell’attentato alla sinagoga, morì Stefano Gay Taché, un ragazzino ebreo di due anni e ci furono numerosi feriti.

Un criminale libico libero nel suo paese, condannato in contumacia sin dal 1988 e un ragazzino ebreo italiano morto e senza giustizia per la pavidità del governo italiano, che appare vassallo di un dittatore.

Tutto sommato, Gay Tachè era soltanto un bimbo e per giunta ebreo, non vale la pena mettersi contro il dittatore libico.