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Afghanistan. I generali americani: la situazione è peggiorata a favore dei talebani

[1]A differenza di quanto viene sbandierato dal governo italiano che continua a parlare di missione umanitaria e di assistenza alla polizia e all’esercito afghano, in America non nascondono la verità della grave situazione in Afghanistan. E’ guerra dura e niente di buona si intravede all’orizzonte.  

In una serie di intervista rilasciate a maggiori canali televisivi americani quali la CNN, la NBC e l’ ABC canali televisivi, l’ammiraglio Mike Mullen e il senatore John McCain hanno candidamente ammesso che la situazione in Afghanistan è difficile per la coalizione.

Mullen, capo di stato maggiore della difesa, ha detto chiaramente che la situazione in Afghanistan sta peggiorando e i talebani acquistano sempre più forza.

Nella mia recente visita sul campo ho rilevato che nel corso degli  ultimi due anni i ribelli talebani hanno  migliorato la loro tattica che appare più sofisticata. 

In precedenti interviste, il Gen. McChrystal ha ammesso che i talebani negli ultimi otto anni hanno preso il sopravvento e di conseguenza gli Usa hanno dovuto incrementare il numero dei soldati nelle zone densamente popolate.   Il senatore John McCain, il candidato repubblicano nelle elezioni presidenziali dello scorso anno, è stato inoltre molto critico su come si sta operando sul campo. Infatti ha dichiarato che “gli obiettivi della guerra non sono stati adeguatamente perseguiti negli ultimi tre anni.”

 Secondo McCain, per iniziare ad intravede progressi circa un capovolgimento della situazione bisogna attendere da un anno a 18 mesi.

Che la situazione in Afghanistan sia critica non ci sono dubbi, ma quello che preoccupa è il Pakistan che rischia grosso visto come si sta talebanizzando. Non meno preoccupanti le notizie circa un processo per alto tradimento all’ex presidente generale Musharraf che dovrebbe quasi certamente aver luogo entro l’anno. Il sempre più probabile processo a Musharraf, abbandonato dagli Usa rischia di essere la causa ipotizzabile destabilizzazione del Pakistan,  con conseguenze inimmaginabili.