Chi paga per questo giochetto tra il gatto Gheddafi e il topo, l’Italia, alla fine è la Sicilia. Il colonnello libico da qualche tempo ha iniziato una vera e propria guerra di nervi con l’Italia sapendo di poter vincere.
Con le sue motovedette pirateggia in acque internazionali e sequestra i pescherecci siciliani violando almeno tre norme del codice internazionale marittimo e del diritto internazionale.
Per mettere pressione all’amico Berlusconi, ed ottenere maggiori agevolazioni di quelle che ha già avuto, ha dato il via libera alla partenza dalle coste libiche delle carrette del mare piene di clandestini, definite dai buonisti “migranti”, che hanno causato, secondo il racconto di cinque clandestini eritrei trovati a bordo di una di queste carrette, la morte di circa 70 persone.
Morte per la quale la Magistratura italiana ha aperto una inchiesta, come al solito … Ma c’è un solo responsabile: il governo libico, e quindi Gheddafi, che sfrutta la disperazione di migliaia di persone per i suoi giochi internazionali.
Incredibile ed inaccettabile il pensiero de L’Avvenire che spara una affermazione che non ha alcun senso: “IL SILENZIO SULL’IMMIGRAZIONE COME SULLA SHOAH” e che ricorda come un non meglio identificato mondo cattolico (Il Vaticano ?) evochi la Shoah parlando della tragedia del mare, peraltro tutta ancora da verificare.
Siamo proprio al paradosso.
Commenti






