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Berlusconi vuole sconfiggere la mafia ma talpe alla giustizia fanno saltare la copertura di Piera Aiello

Rita Atria [1]

Rita Atria

“Saltata la copertura di Piera Aiello dopo ben 18 anni a causa di due “giuda” indegnamente nelle forze dell’ordine.” (www.ritaatria.it [2]) Dicono che in Italia , se ci fosse meno omertà , sarebbe più facile sconfiggere la mafia. Ci incitano a parlare, a non avere paura, a fidarci della nostra giustizia, ma come non aver paura e come fidarsi se quella giustizia nella quale ci spingono a credere si dimostra essere una macchinai mperfetta ?

E’ notizia di qualche mese fa quella che vede come protagonista Piera Aiello, preziosa testimone di giustizia,tradita dalle stesse forze dell’ordine che dovevano proteggerla.

Stiamo per raccontarvi l’ennesima beffa che la vita (meglio dire lo stato italiano) ha inflitto ad una donna dal coraggio senza eguali.

Piera Aiello,per chi non la conoscesse,è la cognata di Rita Atria,coraggiosa ragazza siciliana morta suicida subito dopo l’attentato a Paolo Borsellino.

 Rita e Piera hanno scelto una delle strade più difficili per rendere giustizia ai congiunti Vito e Nicola Atria (rispettivamente padre e fratello di Rita,nonchè quest’ultimo marito di Piera) assassinati per mano mafiosa.

La collaborazione con la giustizia ha segnato indelebilmente le loro vite e il triste destino che conduce alla morte per suicidio di  Rita non ja fermato  la determinazione e la tenacia di Piera Aiello che dal 1991 collabora con la giustizia italiana, seminando terrore tra i mafiosi che hanno cercato innumerevoli volte di attentare alla sua vita.

E’ la stessa Piera che ora ci informa di una notizia a dir poco sconcertante.

Dopo ben 18 anni di copertura è stata svelata la località segreta in cui vive la donna; e la cosa che fa ancora più rabbia e rende perplessi è che a svelare questa informazione siano stati due “giuda” appartenenti alle forze dell’ordine. In particolare, si tratterebbe di due carabinieri che avrebbero “gentilmente” informato le famiglie mafiose interessate circa la località in cui attualmente la donna vive in regime di protezione.

E’ lecito chiedersi quali garanzia siano in grado di dare le forze dell’ordine se è cosi facile che alcuni di loro oltre a servire lo Stato italiano servano anche la mafia.

Piera denuncia nel sito da lei gestito (www.ritaatria.it) la sua paura e il totale disinteresse della giustizia. Non è,infatti,  ancora arrivata alcuna comunicazione da parte del Ministero degli Interni;non una telefonata, non una lettera … il nulla.  

Di certo, Piera è in pericolo di vita e nessuno, almeno cosi sembra, le sta dando la protezione che merita una testimone del suo calibro, nonché una donna rimasta sola e abbandonata da quello stesso stato in cui lei tanto continua a credere.

Silvio Berlusconi ha affermato che vuole essere ricordato come il Presidente del Consiglio italiano che ha debellato la mafia. E difficile credergli se qualche tempo fa ha definito eroe il suo ex stalliere condannato all’ergastolo per mafia e se afferma di essere amico e riconoscente a Marcello Dell’Utri condannato in primo grado a nove anni di reclusione per concorso esterno alla mafia.

Ancora più difficile credere al Presidente del Consiglio dei ministri italiano quando lo stato italiano “abbandona” al suo destino chi ha subito morti di mafia e permesso con la sua collaborazione, di colpire cosa nostra. 

Sabrina Gottuso.