Apprendiamo dalle TV locali che un’associazione di Agrigento chiamata “Ferrovie Kaos” ( link ) ha espresso parere negativo sulle proposte di convertire la stazione ferroviaria di Sciacca in parcheggio e la tratta dell’ex ferrovia in pista ciclabile.
Prima di esprimere le nostre considerazioni sull’argomento, chiediamo alla suddetta associazione di pubblicare sul nostro o sul loro sito un progetto coi relativi costi di realizzazione e gestione sulla base del quale sarà possibile intavolare un sereno e costruttivo dibattito sul nostro patrimonio ferroviario. Nell’attesa, intendiamo chiarire alcuni punti presi in esame dalle dichiarazioni del presidente del sodalizio Fattori, riportate poi dalla stampa, che ci sono sembrati distanti da quella che è invece la realtà posta dinanzi agli occhi di tutti.
Cominciamo dalla stazione ferroviaria. La nostra Associazione non conosce ancora il progetto dell’Amministrazione e attende che questo diventi pubblico per poterne serenamente discutere ma non può che essere d’accordo con l’associazione “Ferrovie Kaos” quando riferisce che tale patrimonio vada conservato e tutelato. Infatti, all’interno della stazione insistono alcuni immobili ed oggetti (in particolare la stazione vera e propria, il casello, la rimessa, la colonnina idraulica etc.) che, per quello che hanno rappresentato per la città di Sciacca, vanno immancabilmente conservati e salvaguardati.
Il nostro progetto, quello per intenderci che fa parte del Piano Integrato per uno Sviluppo Turistico della Città di Sciacca, prevede la creazione, all’interno dell’area della ex-stazione ferroviaria, di un parcheggio alberato a raso e di un museo della ferrovia che concilierebbero la giusta istanza di salvaguardia del patrimonio ferroviario saccense con una inalienabile necessità di crescita dei servizi urbani per la città di Sciacca.
Non bisogna però confondere la giusta voglia di salvaguardia del proprio patrimonio storico con utopistici progetti di ripristino della strada ferrata. Infatti, la nostra progettualità prevede anche la conversione della strada ferrata in pista ciclabile e ciò per svariati validissimi motivi che proveremo a riassumere:
1) Il ripristino della ferrovia risulterebbe costosissimo sia per la messa in sicurezza delle opere d’arte per i carichi ferroviari, sia per il recupero e la messa in servizio dei vecchi locomotori a scartamento ridotto con i relativi vagoni, sia per le spese di manutenzione e gestione della tratta ferroviaria (controllori, caselli, energia elettrica, etc.), sia per il ripristino dell’armamento. A tal proposito aggiungiamo che non è vero che quest’ultimo risulterebbe intatto ma è stato, in più punti, asportato delle relative traversine in legno. Non siamo in grado di fare una stima, che speriamo ci possa invece fornire l’associazione “Ferrovie Kaos”, ma crediamo che la spesa per il solo ripristino della tratta e dei locomotori e possa essere nell’ordine di decine di milioni di euro di occorrano altri svariati milioni di euro l’anno per la gestione, la manutenzione e gli stipendi.
Chi pagherebbe tutto ciò ?
2) La pista ciclabile, che nella nostra progettualità ripristinerebbe sagome e luoghi della ferrovia, costa invece “pochissimo”. La nostra stima è di circa due milioni di euro.
3) I costi di gestione della pista ciclabile sono bassissimi.
4) Non è vero che le piste ciclabili non portano turismo. Certo è che se si fa una singola pista di appena qualche chilometro questa resterebbe di certo abbandonata o poco utilizzata, ma se si crea un offerta turistica sviluppata su decine di chilometri questa può portare un indotto notevole. La tratta di Sciacca (25 Km), con la sua lunghezza, rappresenterebbe un ottima offerta turistica e potrebbe al contempo fare sistema con la sua prosecuzione fino a Menfi e con la tratta che da San Carlo porta a Palermo, in fase di realizzazione, attraverso il bosco della Ficuzza, rappresentando così un’offerta molto appetibile per i turisti di tutta Europa. Già oggi nei periodi di primavera ed autunno i nostri alberghi sono pieni di cicloturisti che rischiano l’osso del collo percorrendo le nostre strade statali. Vi immaginate quanti potrebbero diventare se il nostro territorio potrebbe offrire decine di chilometri di piste ciclabili tra i più bei paesaggi della Sicilia?
5) Per Sciacca, dato che il percorso attraverserebbe quartieri popolosissimi, la pista ciclabile potrebbe rappresentare un mezzo alternativo alla macchina, divenendo, di fatto, una Metropolitana Verde per la Città.
6) E’ possibile, inoltre, lungo il percorso della ferrovia, creare un museo lineare del territorio con locali tipici, cartelloni esplicativi, accessi al mare e quant’altro. In pratica, con la bicicletta è possibile fruire del territorio nella sua completezza mentre col treno ciò non è possibile.
7) Sono già stati stanziati fondi appositi per la realizzazione delle piste ciclabili,
Tirando le somme, il ripristino della strada ferrata ci sembra un’irrealizzabile utopia, una di quelle che hanno permesso in passato la nascita di grandi strutture inutilizzate o incompiute come il Teatro Samonà. Molto meglio puntare a qualcosa di più facile realizzazione essendo molto più concreto, nell’immediato, il serio rischio che il patrimonio ferroviario venga alienato (questo purtroppo è già successo con alcuni caselli e con alcuni tratti di ferrovia al di fuori del territorio saccense) o abusivamente recintato e snaturato da nostri conterranei. Anzi, chiediamo all’associazione “Ferrovie Kaos”, perché non ci date una mano a salvaguardarlo?
Nella speranza di avere creato le basi di un dialogo costruttivo attendiamo una risposta e nell’attesa vorremmo avere una rassicurazione anche da questa Amministrazione comunale:
- la pista ciclabile è presente nel Piano Triennale delle Opere pubbliche, ma è anche una Vostra priorità?
Matteo Mangiacavallo
1 commento







come ho già commentato in altro sito relativamente alla presa di posizione di “Ferrovie Kaos” non mi meraviglio della proposta di riaprire la linea, anzi l’auspico: all’estero lo fanno, non ultima la ferrovia di valico del Furka in Svizzera che entro un paio d’anni al massimo verrà completamente riaperta (ora lo è all’80 %). I soldi servono ma bisogna quantificare la cifra: come ordine d’idea la revisione di una locomotiva a vapore a scartamento ridotto costa al massimo 250000 euro, una carrozza massimo 150000 euro e un’automotrice non dovrebbe superare i 300/350000 euro, negli ultimi due casi con il rifacimento degli arredi interni. Considerando di recuperare materiale in Sicilia con un parco di 2 locomotive e tre automotrici si arriva ad un massimo di un milione e 500000 euro, discorso a parte per le carrozze (almeno 4 più un bagagliaio): rifare il binario (completo di sostituzione delle traversine) costa al massimo 500000 euro al km e perciò per i 22 km tra Sciacca e Ribera la cifra è pari a 11 milioni di euro, considerando anche i binari di piazzale e gli scambi delle stazioni si aggiunge 1 milione di Euro. A questo bisogna aggiungere gli edifici (non so in che condizioni sono eventuali rimesse locomotive). Facendo un discorso a spanne larghe (molto larghe)con una cifra tra i 15 e i 20 milioni di euro l’operazione può essere portata in porto, fermo restando non ci siano interventi pesanti di consolidamento da fare sui ponti. Rientro non solo d’immagine ma anche di attrazione per i turisti non quantificabile se non in difetto: con tutti gli stranieri che visitano la Sicilia e con un’attenta promozione il treno potrebbe viaggiare pieno spesso e a mezzo carico sempre ricordando che in Sicilia non ci sono attualmente treni a vapore funzionanti. La gestione si ripagherebbe in parte con i biglietti (che ovviamente non avrebbero il prezzo di un treno regionale a fascia 30 km ma sarebbero adeguati al prodotto offerto) e tramite l’apporto degli enti locali pressati dagli imprenditori del settore turistico e dell’artiginato/agricoltura che vedrebbero un sicuro aumento dei propri introiti. L’unico consiglio che posso dare è di stimolare gli enti locali nel vagliare concretamente un progetto che può essere tutto ciò che di meglio si può pensare ma non certo utopico. Marco Bruzzo